Legambiente chiama Rfi «Stazione e Vas, che fate?»

Fabrizio Guerrini / VogheraIncognita Vas, stazione degradata, l'opzione fotovoltaico: il progetto del quadruplicamento ferroviario nel mirino di Legambiente. L'altra sera, durante il confronto pubblico di Rfi, il referente vogherese Patrizio Dolcini ha illustrato con incisività i punti dolenti e da affrontare sul piano ambientale. Il tutto legato ad un dossier condiviso con altre associazioni a partire da Fiab (che riunisce i ciclisti) e dai giovani di "Fridays for future".I dubbi e la proposta«Si evidenzia la necessità - si legge nel documento - di un'approfondita valutazione con l'applicazione degli strumenti della Valutazione ambientale strategica degli effetti del territorio causati dal progetto, in un'area che presenta aspetti ambientali particolari legati alla prossimità di corridoi ecologici, aspetti di criticità idrogeologici, forte presenza di abitazioni». Altri due binari tra Voghera e Tortona sono una sida, ma anche un problema. Ma Legambiente coglie l'attimo per lanciare una proposta: «Si evidenzia la necessità di una verifica per dotare laddove possibile i circa 18 chilometri di barriere antirumore di pannelli fotovoltaici». Dolcini spiega: «Queste barriere sono assolutamente necessarie per attutire il fastidio sonoro - osserva Dolcini - ma potrebbero essere ancora più utili se, come fatto sulle autostrade dell'Alto Adige, saranno utilizzabili anche per produrre energia».«Il vero problema»Il dossier riporta al centro del dibattito la questione della stazione di Voghera. La premessa di Dolcini è preoccupata. «Il progetto Rfi prevede lavori consistenti alle fermate di Tortona e Pontecurone dove verrà anche realizzata l'ascensore per i disabili. Voghera, invece, vedrà aumentare il traffico dei treni e dei passeggeri, ma resterà una stazione degradata e malandata. Rfi alle nostre critiche strutturali ha risposto che alcuni problemi spettano al Comune Mi chiedo perchè il Comune non abbia attinto ai fondi Pnrr per le riqualificazioni delle stazioni come è avvenuto altrove».Il dossier ambientalista fa un elenco dettagliato delle cose che andrebbero fatte: «Recupero della velostazione, opere di ammodernamento per i disabili, colonnine di ricarica all'autostazione e alla velostazione, adeguamento dei servizi, quale biglietteria , centro informazioni, recupero urbanistico dell'area antistante la stazione con nuovo arredo urbano, cura del verde, gestione sicurezza». Dolcini chiosa: «Fuori dalla stazione c'è una selva, i giardini sono abbandonati: questione di decoro». L'ambiente è anche questo. «Positivo, comunque - afferma ancora il referente ambientalista - di come le Ferrovie abbiano aperto il confronto con i cittadini e le associazioni, prima di far partire i lavori. Cercheremo con le proposte di rendere il quadruplicamento ferroviario un'occasione unica per restituire alla città una stazione degna di questo nome». --(ha coll. Alessio Alfretti)