Morte sul lavoro, oggi due ore di protesta

Sandro Barberis / paronaDue ore di presidio davanti all'inceneritore di Parona. Oggi dalle 15 la Cgil protesta dopo l'incidente mortale sul lavoro, costato la vita l'altro pomeriggio al 56enne Gianvittorio Carlin. l'incontro con i vertici aziendali«Avremo anche un incontro con i vertici di Lomellina Energia, il tema della sicurezza dev'essere centrale: se è accaduto un evento così drammatico significa che qualcosa non ha funzionato» spiega il segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica, Americo Fimiani. «Insopportabile dover registrare un'altra vittima, una persona, un altro lavoratore morto sul lavoro - spiegano Debora Roversi e il funzionario dell'igiene ambientale del sindacato Daniele Pirri che segue l'impianto di Parona -. Esprimiamo tutto il nostro cordoglio alla famiglia del lavoratore e la piena solidarietà e vicinanza ai suoi colleghi. Durante le manutenzioni meccaniche, quando l'impianto è fermo il fattore di rischio è elevato, quello è il momento più critico. Noi vogliamo sapere se sia stato fatto tutto quello che doveva essere fatto per minimizzare questo rischio. La salute e la sicurezza devono diventare subito un tema centrale in ogni luogo di lavoro e una priorità per l'agenda politica. Noi continueremo a ribadirlo e a fare la nostra parte per fermare questa strage continua e inaccettabile».I sindacati intanto stanno lavorando anche per capire quale fosse il preciso inquadramento di Gianvittorio Carlin, 56enne che viveva a Sannazzaro con la compagna e lascia un fratello ristoratore in Romagna. I primi riscontri forniti da Lomellina Energia dicono che Carlin era un dipendente diretto della Simic di Camerana (Cuneo), azienda che ha ottenuto l'appalto di manutenzione dell'inceneritore di Parona. a2a collabora con la procuraDall'azienda della provincia di Cuneo ieri, comunque, non sono stati rilasciati commenti relativi ai fatti di Parona. La proprietà dell'inceneritore invece è in capo a Lomellina Energia, società che fa parte del gruppo A2A di Milano uno dei principali gestori di servizi pubblici a livello nazionale. I dipendenti diretti a Parona sono una novantina. Nessuna dichiarazione ufficiale dal gruppo A2A che però ha assicurato collaborazione con la procura di Pavia e gli inquirenti che stanno indagando sulla tragedia di martedì pomeriggio. Di certo l'inceneritore di Parona, aperto nel 1997 poi ampliato nel 2004 e attualmente in fase d'allargamento, è fermo per manutenzione. La linea di combustione 1, quella del 1997, è in dismissione. La linea 2, quella dove è avvenuto l'incidente mortale, è l'unica che sta bruciando rifiuti indifferenziati per poi produrre energia elettrica. Negli ultimi giorni però anche questa linea era ferma per la manutenzione, Carlin stava lavorando su un ponteggio al secondo piano quando è stato colpito dal tubo che solitamente trasporta sabbia nella caldaia. In quel momento il tubo non era in pressione. La terza linea, invece, verrà aperta nel 2023 mandando in pensione la linea 1. La capacità era e resterà di 380mila tonnellate di rifiuti annui. --