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il casoFederico Capurso / RomaSi litiga, se possibile, su qualunque cosa. Perché in fondo a uno, Carlo Calenda, «la polemica piace sempre», e all'altro, Matteo Renzi, piace soprattutto la sconfitta altrui. I due si sentono «tutti i giorni», assicura il leader di Azione, e tutti i giorni, quindi, c'è qualcosa da ricucire, smussare, ammorbidire. Su chi sarebbe dovuto andare alle consultazioni al Quirinale, ad esempio. E poi per gli staff di Camera e Senato, l'ufficio comunicativo, le nomine interne. Una scintilla dopo l'altra. Tanto che il nome del "Terzo Polo", ad oggi, compare solo sui giornali, mentre i due vergano ancora i loro comunicati stampa con «Azione» o «Italia viva». Però si parlano. E anche da questo, a volte, nascono i problemi. Renzi in una telefonata avrebbe confidato che forse non sarebbe riuscito a far parte della delegazione per il Quirinale. Una possibilità che Calenda ha deciso di raccontare ai cronisti come se fosse stata presa una decisione ufficiale. Mossa non propriamente gradita dal partner. «Ma ci aveva detto che sarebbe dovuto andare all'estero nei giorni delle consultazioni», si spiegano da Azione. «Niente affatto», ribattono da Italia viva, era solo un'ipotesi, «Renzi sarà a Roma in quei giorni». Ma ormai era fatta. E allora, buon viso a cattivo gioco, il leader di Iv chiede che prenda il suo posto la presidente del partito, Teresa Bellanova, ancora infuriata per la mancata rielezione in Parlamento.«Nessun gelo», assicurano entrambe le forze. Acqua passata, come per il caso del voto in Senato a Ignazio La Russa. Lì è Calenda a lamentarsi: «Sul fatto che Renzi non abbia votato con la maggioranza ci metto la mano sul fuoco. Sui suoi, invece...», confessa a La Stampa. E già questo la dice lunga sull'indice di fiducia reciproca. Clima inasprito, poi, dall'accordo tra Pd e M5S che li esclude dalle vicepresidenze delle Camere e sulle nomine interne ai gruppi parlamentari. Ci sono due uffici legislativi, due staff di collaboratori, due uffici di comunicazione, ma nel progetto "Terzo Polo" andranno unificati. Con un solo capo del legislativo, un solo responsabile della comunicazione. Anche da qui sono scaturite forti tensioni tra le due squadre. Raccontano che tra gli uffici stampa dei due partiti siano persino arrivati a insultarsi. Certo, ci sono coppie che passano una vita intera a bisticciare. Ma non ci credono nemmeno i loro: «Calenda vuole svuotare il Pd, mentre Renzi punta Forza Italia - spiega una fonte del Terzo polo -: così non potrà funzionare a lungo».--© RIPRODUZIONE RISERVATA