Senza Titolo
Julia Kalashnyk / KharkivUn anziano bagnato dalla pioggia scende in fretta nella stazione Naukova di metropolitana di Kharkiv. Non ha niente con sé, tranne un telefono e un caricabatterie. Come tanti, decide di rifugiarsi nella metro dalla pioggia di missili russi - più di 80 in tutto, lanciati su tutta l'Ucraina il lunedì 10 ottobre. Appena entra, va diritto verso la presa elettrica, sperando di caricare il suo telefonino. «Le prese non funzionano», gli si avvicina un'impiegata della metropolitana. «Abbiamo solo l'elettricità di riserva per ora». Così non può mettersi in contatto con i suoi cari. Ad essere attaccata è l'infrastruttura energetica della città, che rimane paralizzata quasi del tutto. Metro ferma, supermercati e farmacie chiuse. Senza l'elettricità non c'è acqua e comunicazione, i trasporti rimangono fermi. «Oramai so come funziona. Non appena sparisce la luce, corro a riempire le bacinelle d'acqua. Perché tra mezzora sparisce anche quella, visto che la fornitura dipende dall'elettricità», racconta Olena, 55, un'insegnante locale. Per due giorni di seguito, il 10 e l'11 ottobre, i russi hanno lanciato raid missilistici contro strutture energetiche delle regioni di Kharkiv, Kyiv, Dnipro, Leopoli, Khmelnytskyi, Poltava e Ternopil, e colpito con droni kamikaze iraniani la centrale di Vinnytsia, tagliando dall'elettricità le aree popolate dell'Ucraina. Alcune località, come Leopoli, sono rimaste senza luce per la seconda volta, nonostante la fornitura elettrica fosse stata ripristinata. La situazione non è del tutto nuova per la popolazione, soprattutto per gli abitanti della regione di Kharkiv. Stavolta, pero, la scala è molto più vasta. I russi prendono di mira le strutture vitali per funzionamento del paese. Oramai sia Putin che il Ministero della Difesa russo ammettono che quello è il target, anche se prima parlavano di mirare esclusivamente a strutture militari. Il presidente russo è apparso in televisione lunedì, comunicando alla popolazione locale che la Russia aveva condotto un attacco contro «impianti energetici, di comando militare e di comunicazione» dell'Ucraina, alludendo che questa sia la vendetta al colpo al ponte di Crimea. Invece l'Ucraina aspetta questi attacchi da tempo. La Russia non ha mai smesso di colpire la popolazione civile, prendendo già di mira le strutture energetiche. I russi hanno iniziato a creare danni alle infrastrutture che forniscono energia il mese scorso, quando l'esercito di Putin è stato costretto a lasciare la maggior parte dei territori occupati della oblast'di Kharkiv. L'11 settembre, a seguito di attacchi, sono rimaste senza luce cinque regioni, tra cui anche la centrale elettrica di Kharkiv, mirata da missili a lunga gittata. «Senza luce o senza di voi? Senza di voi» aveva commentato all'epoca il presidente Volodymyr Zelensky l'assalto missilistico russo. Il governo ucraino è convinto che anche ora, a seguito di insuccessi sul campo di battaglia, il Cremlino ha deciso di nuovo di trasformare l'energia in un'arma. La rappresaglia è diretta ai civili, in attesa anche di un lungo e difficile inverno. «Gli obiettivi primari degli attacchi russi sono gli impianti energetici. Ne hanno colpiti molti ieri e oggi ne hanno colpiti gli stessi, e poi quelli nuovi. Si tratta di crimini di guerra pianificati con largo anticipo e volti a creare condizioni insopportabili per i civili: la strategia deliberata della Russia da mesi», ha twittato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Gli ucraini ora si preparano al difficile inverno, acquistando stufe, generatori, coperte. Il governo ha esortato la popolazione a limitare il consumo di elettricità nelle ore serali, dopo gli attacchi di ultimi giorni, per ridurre il carico delle reti elettriche e dare la possibilità di ripristinarle. La situazione, pero, rimane precaria, e si vive nell'attesa di altri raid russi. A causa degli attacchi missilistici, l'Ucraina ha interrotto la fornitura di elettricità all'estero. «È stata l'esportazione di elettricità dall'Ucraina che ha aiutato l'Europa a ridurre il consumo delle risorse energetiche russe. Ed è per questo che la Russia sta distruggendo il nostro sistema energetico», ha affermato il ministro dell'Energia Herman Galushchenko. --© RIPRODUZIONE RISERVATA