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PaviaZona ospedaliterra di nessunoSono un infermiere della Cardiologia della Fondazione Ics Maugeri. Vi pongo un problema difficile da risolvere, quello della sicurezza, nello specifico dei beni personali del personale sanitario e del personale stesso. I luoghi del crimine sono le zone di parcheggio nelle zone ospedaliere, nello specifico Maugeri, Mondino e Policlinico. Zone soggette a continui furti, furtarelli, atti vandalici e anche aggressioni di personale come in tempi non troppo lontani. Le entità dei danni a volte si aggirano sulla migliaia di euro, a volte sono banali ma comunque fastidiosi. La cosa brutta è che queste persone considerano queste zone come un ampio magazzino dove prendere quel che si vuole a qualsiasi ora. Non mi sembra giusto tutto questo. Sono qui a scrivervi perché in data 6 ottobre 2022 ho subito un ennesimo furto nella fascia oraria che va dalle 6,45 alle 15, fascia di solito non considerata a rischio, ma a quanto pare queste persone si sentono molto sicure di quel che fanno. Il danno ricevuto è di valore economico di piccola entità ma la ferita psicologica è profonda. Questa sensazione brutta la condivido, purtroppo, con tanti colleghi e purtroppo da anni. Nel mio piccolo ho visto gli sforzi fatti da parte degli enti privati, come quelli fatti dalla Direzione Maugeri che ha riconvertito dei venditori abusivi in personale di assistenza al parcheggio, e ho notato pattuglie delle forze dell'ordine girare più spesso nelle varie fasce orarie. Purtroppo sia le sensazioni che i fatti dicono che questa zona è ancora un territorio fuori controllo.Giovanni Petrella. PaviaLetteraturaAd Annie Ernauxun Nobel meritatoSono felice per il Premio Nobel per la letteratura ad Annie Ernaux. Con il suo patrimonio esistenziale e la sapienza femminile dei suoi 82 anni, portati bene, andrà a Stoccolma a ritirare un premio meritato senza la spocchia di un Sartre e di un Bob Dylan. Darà voce "fino all'ultimo respiro" agli ultimi e alle ultime, alle donne discriminate, violentate, emarginate, sottovalutate, per i diritti e la difesa delle leggi progressiste, come quella sull'aborto.Lei si è riscattata dal provincialismo culturale con lo studio, l'impegno politico a sinistra, l'insegnamento e sopratutto con la sua scrittura asciutta, chiara, comprensibile da tutti. Una scrittura che ha saputo unire magistralmente l'autobiografia all'analisi oggettiva, sociologica, imparziale, degli avvenimenti storici e politici, di costume, non solo della sua Regione, la Normandia, ma della Francia, dell'Europa e del Mondo.La sincerità con cui ha descritto il suo vissuto e le connessioni con i vari ceti sociali (da quello contadino a quello piccolo borghese fino alle comunità intellettuali internazionali) è emblematica e stimolante. Il rapporto conflittuale con la madre e il padre ( bottegai di paese ), i conflitti adolescenziali, i fermenti studenteschi, le rivolte giovanili, i lutti e le perdite, le ambiguità e i dubbi laceranti nel rapporto di coppia, le competizioni, le ambizioni frustrate, i successi editoriali, ne fanno una nostra stimolante contemporanea e una testimone consapevole della fragilità e della forza delle donne .Le sue vicende di provinciale radicata poi nella metropoli, la storia dell'aborto (che ha dato spunto per un film premiato a Venezia ), i suoi percorsi politici di sinistra, documentano non solo la difficile emancipazione delle donne ma spiragli profetici di liberazione.Senza conoscerla personalmente, ho ritrovato in lei un'amica, una compagna, una sorella, una maestra, tutte figure che cerco non solo nella letteratura ma nella vita reale e nelle relazioni non solo virtuali.Marta Ghezzi. PaviaViabilitàLe colpe degli altriper i nostri pontiÈ ovvio ricordare che la provincia di Pavia è attraversata da importanti fiumi (il Po, il Ticino, il Sesia e altri minori). Ebbene, domanda retorica: da quanti anni sono in corso i lavori sui ponti?È scandalosa la situazione del Ticino a Vigevano, dove da ben 11 anni è in corso la costruzione del nuovo ponte. Dopo molte interruzioni e fallimenti delle imprese costruttrici si scopre solo ora che non sono state finanziate le rampe di accesso e le strade di connessione, per questo il ponte sul Ticino è diventato la classica "cattedrale nel deserto" nonostante fosse un'opera definita strategica anche per riservare il vecchio ponte alla realizzazione del doppio binario Mortara - Milano (altra opera di cui si parla da oltre cinquant'anni senza essere mai realizzata).La situazione è difficile anche per il Ponte della Becca (confluenza Ticino - Po), tale da suscitare le proteste di un comitato locale. Così pure per il Ponte della Gerola che viene riaperto al traffico solo dopo lunghi mesi di chiusura, per non parlare dell'eterno problema del Ponte delle barche di Bereguardo.Si sconta così la mancata programmazione dei trasporti e delle infrastrutture, l'aver puntato su progetti irrealizzabili e negativi come l'autostrada Broni - Mortara o altre opere analoghe, invece di puntare al miglioramento della viabilità ordinaria, l'aver bloccato l'adeguamento del trasporto ferroviario, nonostante le migliaia di pendolari. Le colpe della Provincia di Pavia, della Regione Lombardia e governative sono evidenti: si sono favoriti i grandi potentati economici invece di un adeguato intervento pubblico sul territorio.Rifondazione Comunista,circoli Federazione di Pavia