Corso per infermieri i posti salgono a 35 a Pavia saranno 240

VIGEVANO Salgono a 35 i posti del corso di laurea in scienze infermieristiche che si terrà a Vigevano. Diversamente dallo scorso settembre, il limite massimo degli ammessi al corso sale di 10: da 25 a 35. Dopo due anni in cui aleggiava su Vigevano la possibilità di non ospitare più una "classe" di futuri infermieri, quest'anno il rischio non c'è: dei 275 posti assegnati alla provincia di Pavia, 35 seguiranno il corso all'ospedale di Vigevano. Oggi a Pavia ci sarà il test d'ingresso, si dovrà attendere sino a fine settembre o inizio ottobre per la definizione degli iscritti. La sede vigevanese del corso universitario nasce nel 1977, ed in tutti questi anni è stata chiusa e riaperta almeno tre volte. Gli anni più importanti sono stati quelli dal 1981 al 1990, quando i posti erano 100 e le domande quasi 200. Mesi fa il consiglio comunale ha preso posizione in difesa del corso di laurea con una mozione votata all'unanimità che chiedeva iniziative per incentivare l'iscrizione nella sede vigevanese, comprese agevolazioni fiscali o specifiche sugli affitti per studenti. In primavera sul tema era anche stata organizzata una conferenza stampa con sindaci lomellini, l'onorevole lomellino Marco Maggioni, Marco Paternoster, direttore generale di Asst, presidi delle scuole superiori e la direttrice delle attività didattiche del corso di laurea Maria Chiara Ponzetto. «Abbiamo coinvolto le scuole per poter avere colloqui mirati con gli iscritti del quinto anno che potessero essere interessati al corso di laurea - ha spiegato in quella circostanza la consigliera comunale Paola Cavallini -. Sul fronte alloggi stiamo studiando una formula per poter avere affitti calmierati per gli iscritti non vigevanesi». Le reazioni«Sono troppo pochi 35 posti per una realtà come la nostra - commenta Alessio Bertucci, segretario del Partito Democratico di Vigevano -. La stragrande maggioranza dei posti sono su Pavia, tra sedi pubbliche e sedi private, mentre i posti destinati a Vigevano sono aumentati, ma sono sempre inferiori rispetto a due anni fa, quando erano 50. Ci aspettavamo che, dopo gli anni della pandemia, gli investimenti sulla sanità fossero decisamente più importanti. Quanto alla promozione del corso tra gli studenti potenzialmente interessati, a parte qualche sporadica visita di qualche consigliere della maggioranza nelle scuole, non si è fatto nulla. O quanto meno, la minoranza non è stata interpellata. Sarà "scaduta" anche quella mozione del consiglio comunale? Che ce lo dicano, così la ripresentiamo». Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Roberto Mura (Lega). «Il numero chiuso nei corsi di laurea - spiega - non dipende dalla Regione. Sappiamo benissimo che in medicina è un controsenso, dato che ci arrivano segnalazioni di medici mancanti da ogni angolo della Lombardia. Purtroppo non è una decisione sulla quale possiamo intervenire». --Selvaggia Bovani