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il reportageFrancesco MoscatelliINVIATO A MARINA DI PIETRASANTA«Work in progress. Non dico nulla». Bagno Assunta di Forte dei Marmi, ore 16 e qualcosa. Matteo Salvini, costume da bagno e petto nudo, declina l'invito a scambiare due parole. Inforca la bicicletta insieme alla fidanzata Francesca Verdini e imbocca la pista ciclabile. Gli eccessi del Papeete sono lontani, ma pure le giraffe e le jeep da safari del Twiga di Daniela Santanchè, che pure dista meno di un chilometro, sembrano appartenere a un altro mondo. Lo stile del segretario della Lega, in questo agosto di campagna elettorale, sembra improntato più che altro alla sobrietà. Salvini sa bene che la prima cosa da fare, per contenere l'emorragia di voti verso Fratelli d'Italia e per riportare alle urne gli elettori riluttanti, è quella di risintonizzarsi con la pancia della Lega, «il partito più votato dagli operai italiani» come ama ripetere spesso. Niente Mojito, ma neppure un tuffo in mare. «È venuto qui sul bagnasciuga ma si è limitato a pucciare i piedi e a scattarsi una foto con me» conferma orgoglioso il bagnino. Al tavolo a cui era seduto il segretario della Lega restano i deputati lombardi Fabrizio Cecchetti, Eugenio Zoffili e Igor Iezzi, con i quali ha condiviso un pranzo a base di impepata di cozze, liste elettorali e lunghe telefonate pensose. In effetti il risiko delle candidature, per la Lega come per Forza Italia, è soprattutto un affare di tagli. «Più si sale verso Nord più c'è casino. In Piemonte va benino, ma in Lombardia ci sono scelte dolorosissime da fare» ammette un parlamentare. Tutti sono abbottonatissimi ma in questo «gioco delle sedie» che si concluderà nel weekend rischiano di rimanere in piedi, senza «cadrega» quando la musica sarà terminata, nomi di un certo peso. Si parla ad esempio di Cristian Invernizzi e di Paolo Grimoldi, da tempo considerati poco ortodossi dai salviniani. Nella colonna dei salvati, invece, per il momento sono stati semi-ufficializzati solo i big: Umberto Bossi, che farà da capolista nel collegio plurinominale di Varese, Giancarlo Giorgetti, che rischia però di perdere molti dei suoi fedelissimi, e Roberto Calderoli. Sul tavolo, poi, ci sono da piazzare anche gli outsider della società civile: oltre al presidente dell'Unione Italia Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, a cui Salvini ha garantito un seggio all'uninominale, ci sono il professor Vincenzo Pepe, che si autodefinisce «il presidente degli ambientalisti moderati e non ideologici» di Fare Ambiente e il giurista Giuseppe Valditara. Poi ci sono gli «esponenti delle forze dell'ordine, del mondo dei balneari e della sanità, alcuni grandi imprenditori, sportivi ed editori». A queste ultime due categorie, ad esempio, appartengono il campione di volley Luigi Mastrangelo e l'imprenditore ed editore Antonio Angelucci, proprietario di Libero e del quotidiano romano Il Tempo, considerati già a bordo delle scialuppe leghiste. Sempre in bici. E sempre con la fidanzata Francesca Verdini al suo fianco, Salvini alle 18.15 si presenta davanti ai cancelli della "Versiliana" di Marina di Pietrasanta. Il look è cambiato, ma non il messaggio di genuina popolarità che vuole trasmettere: scarpe da tennis, camicia e pantaloni color kaki. Prima di entrare nel teatro allestito sotto i pini marittimi per essere intervistato dal direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, si ferma qualche minuto con i giornalisti. La prima risposta è sul microbiologo Andrea Crisanti, candidato dal Pd nella circoscrizione europea: «Non rispondo agli insulti degli altri. Uno che dice che con Salvini ci sarebbero stati centinaia di migliaia di morti, si commenta da solo». Poi parte un'altra stoccata verso i democratici: «Mi candiderò nella mia città, Milano, ma mi hanno chiesto di spendermi anche in altre regioni, penso alla Calabria, alla Puglia. Sto lavorando alle liste, abbiamo fatto il 99% del lavoro. Credo che sinceramente non ci saranno i casini che ci sono stati in casa Pd». Dentro, ad aspettarlo, ci sono le militanti toscane con la nuovissima t-shirt blu «Io ci credo» appena acquistate per 20 euro e le signore chic che confabulano fra loro per acchiappare qualche vip da invitare a cena. Nelle prime fila non mancano i vertici toscani della Lega, a partire dal deputato Claudio Borghi e dall'eurodeputata Susanna Ceccardi con il compagno Andrea Barabotti(fra i nomi in ballo per un seggio blindato), il direttore di Libero Alessandro Sallusti, l'ex portiere della Fiorentina ed ex candidato sindaco di Firenze del centrodestra Giovanni Galli e pure il governatore lombardo Attilio Fontana. Salvini dal palco batte sui temi chiave della sua campagna elettorale: estensione della flat tax, pace fiscale, azzeramento della legge Fornero, separazione delle carriere dei magistrati, lotta all'inflazione abolendo l'Iva sui beni essenziali, battaglia contro Amazon che vende in Italia e paga le tasse all'estero. C'è tempo anche per un ricordo di Piero Angela, per una battuta su Renzi e Di Maio - «sono come Inter e Juve, quando giocano uno contro l'altro non so davvero per chi tifare» - e per un appello a tutti i presenti a convincere amici e familiari ad andare alle urne il 25 settembre. Il pubblico lo applaude, ma Salvini sorride pochino. Il telefono sul tavolino continua a illuminarsi. Che ci sia qualche grana con l'1% delle liste ancora da sistemare? --© RIPRODUZIONE RISERVATA