Odone: «In Italia fenomeno contenuto non c'è emergenza»
PaviaLa professoressa Anna Odone lo mette subito in chiaro: i numeri attuali non sono quelli notificati in altri paesi europei, sottolineando pure che Covid e vaiolo delle scimmie sono emergenze sanitarie inaccostabili, per gravità e caratteristiche del fenomeno: «Non si deve fare confusione. Il Covid è stata una pandemia che nelle sue diverse fasi ha colpito la popolazione con un numero di infetti, ospedalizzati e decessi del tutto diverso dallo scenario attuale». Ordinaria di Igiene all'Università di Pavia, 37 anni, Odone fa parte del Consiglio superiore di sanità, l'organo di consulenza tecnico-scientifica del ministero della Salute. Professoressa, in che situazione ci troviamo al momento?«I casi attuali in Italia sono circa 500 di cui oltre 200 notificati in Lombardia. Seguono poi Emilia Romagna, Lazio e Veneto, che staccano la Regione con una differenza marcata per quanto riguarda il numero dei casi. Lo scenario italiano presenta numeri limitati rispetto ad altri paesi europei, come Spagna, Germania o Inghilterra».Come si è mosso il ministero della Salute per affrontare questo scenario?«Il ministero ha dato precise indicazioni con alcune circolari indirizzate alle regioni, condividendo le linee guida sulla definizione e gestione clinica dei casi e sulla sorveglianza e la gestione dei contatti stretti di caso, per i quali è prevista corretta informazione, automonitoraggio dei sintomi e corretti comportamenti». Ci sono poi indicazioni sulle vaccinazioni.«Si, parliamo della prima tranche di dosi donate dalla Commissione europea: 4200, da distribuire alle Regioni con più casi per proteggere le categorie più a rischio, come gli operatori sanitari o i soggetti che per stili di vita possono essere più esposti. La somministrazione alla popolazione generale non è raccomandata nell'attuale contesto epidemiologico». Quali sono le caratteristiche dei malati attuali?«Si tratta in molti casi di giovani adulti di sesso maschile, con solo cinque casi tra le donne al momento, e distribuiti in particolare nei grandi centri urbani». Regione Lombardia ha istituito un tavolo di coordinamento coinvolgendo le associazioni che si occupano di diritti della comunità Lgbt. «Anche la circolare del ministero sottolinea l'opportunità di coinvolgere le associazioni per promuovere una corretta informazione. Dobbiamo evitare lo stigma, e proteggere allo stesso modo le persone che sono più a rischio di contrarre la malattia». -- Si.P