I timori del Vaticano: queste pressioni potrebbero aver scatenato la crisi italiana

il casoDomenico Agasso INVIATO A QUÉBEC«La prudenza deve essere massima, molti elementi e collegamenti devono essere verificati. Certo la sensazione è che le infiltrazioni russe nel governo italiano possano essere state una delle gocce che hanno fatto traboccare il vaso-Draghi. Anche se non la causa principale della crisi di governo». Non è la posizione ufficiale del Vaticano, ma l'opinione diffusa di vari alti prelati nei Sacri Palazzi. La caduta del premier non è stata apprezzata Oltretevere, dove l'ex presidente della Bce gode di grande stima, a tal punto che papa Francesco lo aveva nominato membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze sociali. «La crisi di governo è stato un grande e grave errore», affermano numerosi monsignori. Mentre il Pontefice e il suo entourage sono impegnati nella visita in Canada, alla «base», cioè in Vaticano, non si registra stupore per l'interesse del Cremlino alle vicende dell'esecutivo italiano e alla sua possibile destabilizzazione, emerso dall'articolo de La Stampa di ieri. Anzi. I porporati al seguito di Bergoglio a Québec non hanno commentato la vicenda, ma in Santa Sede si reputano «probabili dei legami italiani non del tutto chiari con la Russia, rafforzati dalle necessità di molte industrie di avere rapporti solidi con Mosca», sostiene un presule. Un altro monsignore ipotizza che in questi anni ci siano state «trame» tra la Lega e gli uomini di Vladimir Putin. Se si appurerà che ora queste hanno contribuito a portare alle elezioni anticipate «significherà che hanno provocato un danno al Paese: il voto di per sé è un avvenimento positivo, però un conto è arrivarci con la dovuta calma e riflessione, un altro è affrontarlo di corsa». E con alcuni «fantasmi che avvelenano ulteriormente un clima politico già teso per la guerra in Ucraina e il Covid, e infuocato dalla improvvisa conclusione del governo Draghi in un momento cruciale e drammatico a livello economico e sociale». In ogni caso, nelle Sacre Stanze della diplomazia, si predica cautela sulle relazioni Lega-Russia. Mentre si mantengono aperte tutte le vie che potrebbero condurre alla pace in Ucraina. Senza pregiudizi su strade di altri interlocutori: infatti un paio di mesi fa il Vaticano aveva mostrato attenzione alla mossa tentata da Matteo Salvini di una missione nella Capitale russa. --© RIPRODUZIONE RISERVATA