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Donatella Zorzetto / PAVIARisalgono con un balzo del 5% le prenotazioni delle vaccinazioni anti-Covid in provincia di Pavia. Segno, spiegano i medici di Asst, che «il boom di contagi registrato in questi giorni, anche se con esito meno grave rispetto al passato, preoccupa e genera la necessità di cautelarsi». Di conseguenza Ats si mobilita per non farsi trovare impreparata. Rispondendo all'indirizzo che stanno adottando già altre Regioni italiane, l'Agenzia provinciale di tutela della salute ha chiesto ad Asst Pavia la disponibilità ad utilizzare i vecchi hub vaccinali per le nuove somministrazioni. La risposta sta arrivando. Intanto è di queste ore il nuovo dato sulle prenotazioni del vaccino anti-Covid sull'intero territorio pavese, prenotazioni fatte sino a fine luglio: in tutto sono 1.366 di cui solo le quarte dosi sono 635.Effetto contagiL'hanno chiamata "effetto contagi" questa corsa alle prenotazioni che le regioni preparano per ripartire con la nuova fase della campagna vaccinale. Già la prossima settimana, con il via libera atteso da parte dell'Ema e la successiva autorizzazione a stretto giro da parte di Aifa e del ministero della Salute, gli over 60 italiani potranno sottoporsi alla quarta dose. In autunno le richieste di vaccinazione, secondo le stime delle regioni, dovrebbero aumentare ancora con l'arrivo dei vaccini aggiornati. Perciò si valuta di riaprire le strutture chiuse nei mesi scorsi o di rafforzare l'operatività dei centri che non si sono mai fermati.Riaprono i centri vaccinaliTra questi c'è pure il centro vaccinale di Broni, con il suo responsabile, il dottor Mario Campagnoli, medico di famiglia. Che spiega: «L'hub vaccinale in palestra ha chiuso le vaccinazioni il 31 marzo scorso, ma noi abbiamo proseguito sino al 31 maggio nella nuova Casa di comunità ricavata all'ospedale di Broni. Ora assistiamo a un incremento della richiesta di vaccinazioni, probabilmente dovuta alla volontà di sottoporsi alla quarta dose, che sarà aperta anche agli over 60. Molto è determinato dall'aumento dei contagi di queste ultime settimane».L'aumento dei contagiCampagnoli tiene a precisare che «i contagi crescono perché ci si muove di più», ma che «al di là dei numeri questo non si traduce in una situazione catastrofica». E prosegue: «Ho molti pazienti positivi, ma solitamente si limitano a due o tre giorni di febbre. Perché tutti sono stati vaccinati con terza dose. Capita che qualcuno non lo sia affatto, ma si tratta di casi sporadici». Poi sottolinea: «A mio avviso la quarta dose non è efficace perché non protegge dalle nuove sottovarianti Omicron. Io piuttosto la somministrerei contestualmente all'antinfluenzale, quindi da ottobre in avanti. Tuttavia è giusto prevederla per i fragili, ad esempio i trapiantati. Quasi tutti i miei pazienti immunodepressi l'hanno fatta perchè richiamati dai loro ambulatori». Campagnoli conferma che «Ats ha chiesto ad Asst la disponibilità ai vecchi hub di esser pronti ad aprire». E precisa: «Noi, a Broni-Stradella abbiamo risposto che lo faremo in caso di emergenza. Inoltre, piuttosto che la palestra, penseremmo di utilizzare la Casa di comunità aperta all'ospedale di Broni, dove i medici di base potrebbero alternarsi per vaccinare i propri pazienti». «Semmai il Centro vaccinale andrebbe riorganizzato per l'autunno - conclude Campagnoli -. Penso alla vaccinazione Covid con il nuovo siero bivalente e all'antinfluenzale: anche in quel caso i medici potrebbero alternarsi a turno per immunizzare i propri pazienti. Sarebbe meno rischioso e sicuramente una soluzione più efficace». --