Cece Riva felice della sua Urania «A Pavia servono facce nuove»

milanoPer il quarto anno consecutivo Cesare Riva sarà assistente sulla panchina dell'Urania Milano in serie A2. «Un posto ideale - dice l'allenatore pavese - la mia storia cestistica racconta che ho allenato in poche squadre, perché quando sto bene in una società mi piace metterci le radici. Al di là di Pavia, ho avuto due esperienze in Assigeco in A2 e qua a Milano sono da quattro anni. L'estate scorsa ho firmato un contratto biennale. Sono molto contento di andare avanti e lavorare con lo stesso staff, con cui oramai ci intendiamo a meraviglia». Riva non nasconde un pizzico di delusione per la stagione passata. «E' stata quella meno brillante - afferma - nel pre covid eravamo arrivati ad avere oltre tremila persone al Palalido e abbiamo centrato i play off. Due anni fa senza pubblico comunque abbiamo fatto bene, mentre la scorsa stagione eravamo partiti con ambizioni, ma la chimica ha fatto fatica a nascere. Per la prima volta in tre anni abbiamo cambiato un giocatore ma non sempre la ciambella riesce col buco, come si suol dire. Questo ha portato un po' di difficoltà, anche se in realtà non abbiamo mai rischiato di retrocedere».La prossima si presenta come una stagione difficile. «Ci attende fra un anno la riforma dei campionati - spiega Riva - sarà dura, ma dovremo arrivare nei play off e mettere al sicuro la A2».Riva è contento anche perché allena vicino a casa. «Ho sempre pensato che bisogna essere soddisfatti di quello che si fa e anche logisticamente Milano è perfetta - aggiunge il coach - mi permette di essere marito, padre facendo crescere Giorgio e figlio, perché ho babbo Giorgio di ottant'anni da curare. L'unica cosa che faccio fatica a sopportare è il traffico di Milano, ma è poca cosa rispetto a quello che ho lavorando con Urania. Qua oramai sono il senior assistant di coach Davide Villa, con cui vado d'accordissimo».Riva da Selvino, dove segue il camp di Urania, ha visto la conferenza stampa di Gianni Perruchon. «Mi ha messo un po di sconforto - sottolinea Cesare - ho letto che Dante Anconetani sta provando a salvare la serie B e mi fa piacere. Non lo sento da qualche tempo, nonostante siamo amici. Spero che la situazione in un modo o nell'altro si risolva, perché è la squadra della mia città ed è il primo risultato che guardo la domenica sera. Sono tornato due volte nei play off a vedere la Riso Scotti ed è stato molto bello, perché ho ritrovato l'entusiasmo che c'era un tempo, il pubblico numeroso e tanti amici. E' stata una stagione con qualche difficoltà iniziale anche se poi sono stati bravi a riprendersi. L'entusiasmo per la palla a spicchi non è mai mancato e Gianni Perruchon si è sempre dimostrato un grande appassionato, per quello spero che possa ripartire ancora una volta. Chiaro che il discorso economico diventa fondamentale per pensare al futuro. A Pavia le facce sono sempre quelle, sarebbe bello se si trovasse qualcuno di nuovo che affianchi Perruchon. Ho sentito che qualcuno ha parlato di mancanza di programmazione, pur con la grande mole di lavoro fatta da Gianni. Credo che sia importante avere una visione manageriale per progredire. Settore giovanile? A Pavia c'è fondamentalmente Here You Can».--m.sc.