Senza Titolo

la storiaGiulia ZoncaINVIATA A BUDAPESTLa sfida più attesa del Mondiale si trasforma in una gara senza voce che resta nell'acqua. Strozzata. I 100 stile libero vanno, come da pronostico, al giovanissimo David Popovici, ma il film è talmente diverso dalle attese che lui neanche li festeggia. Il padrone dei 100 ha 17 anni, vince il secondo titolo dopo quello nei 200, porta la Romania dove non è mai stata e non alza un braccio, non fa un verso, non ha un'emozione da consegnare alla storia di questo Mondiale. Guarda il cronometro che evidentemente lo disgusta e se ne va, dando la schiena all'oro e lasciando la porta aperta al giallo. Doveva essere il confronto tra il teenager smilzo che fila sull'acqua come se non avvertisse la resistenza e il campione olimpico e mondiale che ha sostituito Phelps nei sogni degli americani, Caeleb Dressel. Lui non è neanche ai blocchi, ha salutato Budapest dopo la batteria in cui il baby prodigio lo ha fulminato. Ha accusato un improvviso e non meglio identificato «malanno senza legami con il Covid» e se ne è andato dopo un successo nei 50 farfalla e un altro nella 4x100 in cui l'Italia si è accaparrata il bronzo. Via, ciao ciao Dressel e qualche dubbio che la decisione dipenda dalla paura che il suo stato di forma non proprio idilliaco andasse a sbattere contro le meraviglie dell'ultimo arrivato resta. Se è così, ha fatto male. Popivici gli succede al trono, senza batterlo in vasca, ovvio, però pure senza lasciare l'impressione che tutti si aspettavano di avere. Troppo anticipo di grande impresa per poi gustarsi il 47"85 con cui il romeno sale sul gradino più alto del podio. Un tempo più alto del record italiano, il che, purtroppo, significa, che se Alessandro Miressi lo avesse nuotato dentro la sua prima finale in questa competizione sarebbe il campione del mondo. Va da sé che non funziona così, lui è ottavo in un 48"31 che non gli somiglia affatto. Fuori giri nella prima frazione della staffetta, sempre in bilico nei turni di questo 100 che abbandona a 15 metri dalla fine: «Non so, ho fatto schifo». La staffetta mista da spettacolo, con i primi due posti occupati dagli ori Ceccon e Martinenghi ha bisogno di lui. Ha due giorni per convincersi di quello che tutti pensano: non fa affatto schifo, proprio il contrario. Così i 100 stile libero cambiano casa e portano sul podio il francese Grousset, (47"64), il canadese Edwards, (47"7) e una piscina di rimpianti. Il duello mancato, la velocità bucata, la festa negata. Popovici, che non richiama Popov solo nel nome, è il secondo minorenne che arriva a questo traguardo. Non ne sembra colpito: «Bene, è solo l'inizio del viaggio». Sì, ma è il caso di goderselo almeno un po'. --© RIPRODUZIONE RISERVATA