Mascherine si o no? Presidi divisi sulle indicazioni da dare

VOGHERA Quasi tutti ammessi all'esame di maturità gli studenti delle scuole superiori oltrepadane. A parte sporadici casi in alcuni istituiti, tutti gli alunni delle classi quinte delle scuole di Voghera, Stradella e Broni saranno domani sui banchi di scuole per iniziare le prove dell'esame di Stato. Tutti ammessi alla maturità i 230 alunni del liceo Galilei di Voghera: «Siamo quasi tornati ad una maturità normale - sottolinea la preside Sabina Depaoli -. Per quanto riguarda le misure di sicurezza anti Covid ci atterremo alle indicazioni del ministero, quindi, la mascherina sarà consigliata ma non obbligatoria, mentre restano in distanziamento e la disinfezione dei locali e delle mani». La preside del Galilei, che è reggente anche all'Ipsia Calvi, approva la principale novità dell'esame, ovvero la seconda prova non ministeriale ma preparata dalla commissione: «I problemi del Covid hanno condizionato molto la didattica con le quarantene e la Dad - conclude -. Mi sembra corretto che la seconda prova venga formulata a seconda della programmazione fatta dalla classe». Più rigido sulle misure anti Covid, invece, il preside del Maserati-Baratta, Filippo Dezza: qui saranno circa 250 i maturandi e solo un paio di casi di non ammissione. «A mio parere la mascherina va tenuta, quindi, anche se resta non obbligatoria, sarà caldamente consigliata - spiega il dirigente scolastico -. Inoltre, all'orale il candidato potrà presentarsi solo con un accompagnatore». All'istituto agrario Gallini torneranno in classe 120 alunni delle classi quinte: «Si sono insediate le commissioni - afferma la preside Silvana Bassi -. I casi Covid sono in risalita quindi anche a scuole serve la massima prudenza». Nessun rimandato all'esame, infine, all'istituto Faravelli di Stradella e alla sezione di liceo scientifico di Broni: in tutto il plesso saranno circa 120 i ragazzi impegnati con la maturità. «È tutto pronto, ci atterremo alle indicazioni del ministero per quanto riguarda le misure anti Covid - sottolinea il preside Roberto Olivieri -. Per quanto riguarda le prove, avrei preferito che quella non ministeriale fosse la prima, altrimenti si rischia che la seconda sia un altro scrutinio». --Oliviero Maggi