Ex Necchi, le demolizioni cominciano dal Lingottino

Fabrizio Merli / paviaLe demolizioni per fare posto a "Supernova", il nuovo quartiere da realizzare sull'area ex Necchi, dovrebbero iniziare entro il mese di giugno e partire dal Lingottino, lo scheletro di palazzo che, insieme alla vecchia ciminiera, è ben visibile dall'esterno.il via liberaPer l'abbattimento della struttura, realizzata dallo stesso architetto che progettò il più famoso Lingotto a Torino, è arrivato il parere favorevole della commissione paesaggistica comunale. Un via libera, tuttavia, sottoposto ad alcune condizioni: «Che la proprietà produca, prima del rilascio del provvedimento di autorizzazione, un approfondimento storico e architettonico con ricostruzione del rilievo delle piante e dei prospetti del fabbricato originale, ovvero, la produzione degli elaborati originali di progetto, foto di archivio dell'epoca nonché un rilievo tridimensionale in formato digitale dello stato attuale».In parole più semplici, i componenti della commissione chiedono che rimanga una "memoria" dell'edificio, che si tratti di una planimetria, di fotografie o di ricostruzioni tridimensionali. Il Lingottino, che si trova immediatamente dietro gli edifici della questura, è, come detto, una delle testimonianze più visibili della ex Necchi per chi si trovi in viale Repubblica o, meglio, in viale Indipendenza. Per la ciminiera non vi è l'eventualità dell'abbattimento, in quanto sin dal primo istante il sindaco, Fabrizio Fracassi, aveva chiesto ai nuovi proprietari della società Pv01Re che venisse conservata a futura memoria di Vittorio Necchi e delle migliaia di operai che lavorarono in questo perimetro. E Paolo Signorini, uno degli amministratori della società, aveva garantito che la ciminiera non sarebbe stata toccata, ma, semmai, restaurata. un percorso tribolatoL'abbattimento del Lingottino era già stato approvato dalla commissione paesaggistica del Comune nel 2015, sempre a condizione che se ne raccogliesse una adeguata documentazione. La commissione si era espressa in seguito al crollo di una parte dell'edificio, ritenendo che lo stesso potesse costituire un pericolo per le persone. Il via libera del 2015 arrivò dopo tre pronunce opposte. Accadde il 14 marzo 2011, il 28 marzo 2011 e il 22 marzo 2012. In tutti e tre i casi, la commissione rispose di no. Infine, nel 2015, prese atto delle condizioni di grave degrado della struttura. Anche se la demolizione poi non avvenne in seguito a un passaggio di proprietà, il "via libera" della commissione paesaggistica provocò reazioni negative in Consiglio comunale. All'epoca, l'amministrazione era guidata da Massimo Depaoli. Antonio Bobbio Pallavicini - oggi assessore ai Lavori pubblici - era capogruppo di Forza Italia in opposizione. Il 5 giugno 2015 dichiarò: «In passato, dopo i tre pareri negativi della precedente commissione paesaggistica, la Sovrintendenza aveva più volte auspicato che il proprietario della struttura intervenisse per evitarne il crollo. Adesso ci troviamo di fronte a una commissione che dà il via libera alla demolizione. Ma Italia Nostra, in questo caso, dov'è? E dove sono tutti quelli che hanno chiesto il cambiamento del Pgt per tutelare gli edifici di interesse storico e architettonico? Tra l'altro, con un sindaco che auspicava l'urbanistica partecipata, si procede a un'operazione straordinaria come una demolizione nel silenzio più assoluto. Scriverò alla Sovrintendenza per sapere se condivida le conclusioni del Comune». --© RIPRODUZIONE RISERVATA