Cattaneo: «Sapevamo che erano emerse criticità»
BRONI«Eravamo a conoscenza di alcune criticità legate alla bonifica, ma le attività svolte finora garantiscono sicurezza per l'ambiente e la salute». A dirlo è l'assessore regionale all'Ambiente, Raffaele Cattaneo, che, commentando ieri la notizia delle indagini sulla ex Fibronit di Broni, ha rivelato un particolare importante: venerdì scorso, in Regione, si è tenuto un incontro, alla presenza di Arpa, Comune di Broni, Ats e Provincia, ufficialmente per la presentazione dei lavori del terzo lotto, ma dove poi si è anche parlato di alcuni problemi emersi al termine della bonifica prevista dal secondo lotto. «Durante la riunione sono emerse due particolari criticità sullo stato attuale dell'area - ha spiegato Cattaneo -. La prima relativa all'incapsulante (copertura blu) che era stato steso su tutta l'area dell'ex Fibronit, come misura di prevenzione di un possibile rilascio di fibre, che in alcuni punti risultava ammalorato. La seconda criticità, invece, era relativa ad un'asportazione non accurata dell'amianto in tutti i manufatti, che pur risultando nel complesso bonificati, non erano stati ben rifiniti in alcuni punti come le inserzioni tra i pali e il pavimento o le fessurazioni dei muri dove sono state rintracciate fibre di amianto».Interventi immediatiGli enti hanno però già valutato come intervenire, inserendo gli interventi necessari all'interno dei prossimi lavori di conclusione della bonifica (terzo lotto). Ma l'assessore Cattaneo ha voluto anche rassicurare la cittadinanza di Broni sul continuo monitoraggio dell'avanzamento dei lavori, effettuato negli anni, e sulle condizioni di sicurezza attuale del sito: «La bonifica, ad oggi, risulta aver raggiunto uno stato di avanzamento tale da garantire condizioni di sicurezza ambientale e sanitaria, come da documentazione di Ats e dai monitoraggi di Arpa - ha concluso Cattaneo -. Infatti, ad esempio, è stato accertato che nel tempo i valori della presenza di fibre nell'aria si è mantenuto al di sotto dei i limiti. Oggi l'area ex Fibronit è stata già ripulita in gran parte dall'amianto e che ciò garantisce condizioni di sicurezza ambientale e sanitaria incomparabilmente migliori a quelle precedenti all'inizio dei lavori di bonifica». L'area ex Fibronit è stata inserita nel 2002 tra i Siti di interesse nazionale (Sin) per la quantità e la pericolosità degli inquinanti presenti, l'impatto sull'ambiente e la salute. Finora, per i primi due lotti della messa in sicurezza sono stati spesi 19 milioni di euro, che, aggiunti ai 16 milioni previsti per il terzo lotto, portano l'investimento complessivo a 35 milioni di euro. Di questi, al momento, 2,6 sono stati stanziati dalla Regione e il resto dal governo, in forza dell'accordo di programma sottoscritto tra Comune, Regione e ministero dell'Ambiente, che, oltre a mettere a disposizione le risorse, ha suddiviso la bonifica in tre lotti. Il primo, che si è concluso nel 2015, ha previsto la messa in sicurezza dell'area attraverso l'incapsulamento delle fibre d'amianto e sigillamento delle aree produttive; il secondo, appaltato nel 2016, ha riguardato il completamento dei lavori di rimozione e smaltimento di tutto l'amianto presente nel sito. Questo intervento è terminato a gennaio, quando Ats Pavia ha consegnato al Comune il rapporto di avvenuta bonifica dall'amianto e di piena restituibilità dell'area e il sindaco Antonio Riviezzi, a 27 anni dalla chiusura della fabbrica, ha camminato per la prima volta all'interno del complesso senza protezioni. --Oliviero Maggi