Avani: i controllori hanno verificato che il cantiere rispettasse le regole?

le reazioni/2«Chi doveva controllare che i lavori fossero fatti a regola d'arte l'ha fatto?». La domanda arriva dal presidente dell'associazione Avani, Silvio Mingrino, tra le prime realtà a squarciare, subito dopo la chiusura della ex Fibronit, il velo di silenzio sulla storia delle morti per mesotelioma.Ora Mingrino non si dice sorpreso per quanto emerso dall'inchiesta giudiziaria, ma «profondamente amareggiato»: «Qualora fossero accertate le ipotesi fatte dalla procura, sarebbe un'ulteriore violenza alle tante vittime dell'amianto che ci sono state in questi anni - attacca Mingrino -. L'area Fibronit ha portato tanta ricchezza, ma anche tanti lutti e sofferenze alle nostre famiglie. La giustizia deve fare il suo corso e, se ci saranno responsabilità, dovrà esserci una giusta punizione. Broni e i bronesi hanno già sofferto troppo per l'amianto e questa è una ferita che viene riaperta per tante famiglie».«Grandissima preoccupazione» è stata espressa dalla capogruppo della minoranza CambiAmo Broni, Giusy Vinzoni: «Questa brutta storia finirà per rallentare e, temiamo di molto, la guarigione di una terribile ferita del nostro territorio ben lungi dall'essersi rimarginata - commenta l'esponente dell'opposizione -. Quando i reati incrociano la politica noi, riconoscendo il presupposto della buona fede da parte di chi amministra, salvo prova contraria, ci chiediamo perlomeno se la politica non abbia controllato dove poteva, non abbia prevenuto fin dove e se poteva, non abbia intuito dove magari qualche elemento avrebbe potuto esserci. Ci auguriamo che la magistratura sia rapida nella sua azione e venga fatta chiarezza».Ha preferito invece approfondire meglio la vicenda, prima di rilasciare dichiarazioni, l'ex sindaco Cesare Ercole, capogruppo della Lega, che da primo cittadino ha dovuto affrontare la chiusura della Fibronit e poi da parlamentare si è occupato dell'arrivo dei primi fondi per la messa in sicurezza. --O.M.