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«E' l'inferno, e non è un'esagerazione. Il Donbass è completamente distrutto». E «tutto questo non ha e non può avere nessuna spiegazione militare per la Russia». Mentre nell'est dell'Ucraina l'offensiva accelera, con bombardamenti che hanno preso di mira 54 insediamenti nelle regioni di Donetsk e Lugansk, uccidendo almeno 20 civili, il presidente Volodymyr Zelensky denuncia «un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possibile». l Tra le zone più duramente colpite dai nuovi raid c'è anche l'oblast di Chernihiv, dove è stato preso di mira il villaggio di Desna, provocando «molti morti», ha accusato Zelensky. A Severodonetsk, nel Lugansk, il governatore Serhiy Gaidai ha denunciato che i russi «hanno aperto il fuoco su una scuola dove si nascondevano centinaia di persone e almeno tre residenti sono stati uccisi». Nell'istituto si rifugiavano più di 200 persone, tra cui molti bambini. In tutto il Donbass, gli attacchi aerei e con colpi di mortaio hanno distrutto o danneggiato 105 edifici residenziali e altri 15 obiettivi civili tra cui un ospedale, un dormitorio, un centro sportivo, un centro commerciale, gli edifici di una banca e un gasdotto. --