Soffia la Bora ecco l'anti Ineos
Antonio SimeoliINVIATO A PESCARAIl vento di Bora soffia sul Giro. Non siamo a Trieste e dintorni dove, quando soffia quel vento, si fa fatica persino a stare in piedi, ma al Giro d'Italia dove una squadra sta facendo pentole e coperchi. Ed è una notizia che non si tratti, finora, della corazzata milionaria Ineos, quella che fu di Wiggins, Thomas, Froome, Bernal e che vorrebbe essere di Carapaz.La Bora Hansgrohe soffia sul Giro. La squadra tedesca, cresciuta in reputazione e vittorie grazie a un gigante come Peter Sagan, ha deciso di "virare" sulle grandi corse a tappe e i risultati si vedono. Vittoria di tappa di Lennard Kamna sull'Etna, successo di Jai Hindley sul Blockhaus domenica e lo stesso australiano, secondo d'un soffio al Giro del 2020 e poi arrivato nel team proprio per alzare il livello nei grandi giri, piazzato in classifica a 20" dalla maglia rosa Juan Pedro Lopez (Trek), con l'altro leader Emanuel Buchman, il tedesco quarto al Tour 2019 non pizza e fichi, nono a 1'27" ,e ancora lo stesso re del'Etna Kamna 15° a 3' e mezzo. Insomma, una corazzata vera e propria. A guidarla da quest'anno anche il ds friulano Enrico Gasparotto. Quarant'anni, due Amstel Gold Race in bacheca, è di Casarsa della Delizia, terra di buon vino e soprattutto di un gigante come Pierpaolo Pasolini. Ci "legge" il Giro in modo deciso, un po' come nel 2005 da neopro, proprio a Montesilvano, dove il suo team ieri era alloggiato, fulminò tutti al campionato italiano. «Hindley sta bene, eppure dopo la Liegi aveva avuto 4 giorni di febbre alta e stava per essere escluso dal Giro. Buchmann non ha avuto la primavera migliore ma è qui, Kamna va forte e Kelderman ha avuto solo una giornata storta sul Blochkaus - spiega - insomma, vogliamo vincere ancora». Gasparotto loda anche il giovane emiliano Giovanni Aleotti, una delle speranze dell'Italbici: «Sta facendo un lavoro enorme e avrà via libera per giocarsi una tappa». E la caccia alla maglia rosa? «No, vedo favorito Mikel Landa, sta andando fortissimo e pensate che domenica era pure caduto due volte. Poi Carapaz e per il podio sì, ci siamo anche noi». Bluffa? Forse, "radiogruppo" gracchia che il suo team sia il più forte. Addirittura più della Ineos? Sorride: «Finora abbiamo vinto di più. È vero abbiamo tante carte da giocare, e certo è stimolante giocarle, ma non bisogna sbagliare una mossa». Oggi il Giro riparte. Nello stesso albergo della Bora Hansgrohe ieri c'era un Lopez raggiante. Oggi correrà felice con la sua maglia rosa - che, salvo colpi di scena, potrebbe tenere tranquillamente fino alla tappa di Torino di sabato - verso le colline marchigiane.Dove il Giro d'Italia vivrà una dei suoi momenti più toccanti: il passaggio a Filottrano. Il paese, dove nacque e morì quel gigante di Michele Scarponi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA