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Antonio SimeoliINVIATO A BALATONFUREDE dire che due anni fa era sul punto di smettere, senza risultati, motivazioni, dopo una carriera da star della velocità, 150 gare vinte, una Sanremo, il Mondiale nel 2011 una valanga di tappe nei grandi giri. Che fosse tornato, e alla grande, Mark Cavendish, il 36enne dell'isola di Mann, l'aveva dimostrato un anno fa vincendo la maglia verde al Tour e raggiungendo Eddy Merckx in vetta ai re di tappa con 34 sigilli. Ieri però "Cannonball" ha chiuso un cerchio tornando al successo nella corsa rosa, in quell'Italia che lo aveva adottato a inizio carriera nella toscana Quarrata.Era il vincitore annunciato, ha messo il sedicesimo sigillo nella corsa rosa, con una volata imperiosa condotta dalla sua QuickStep e orchestrata dal danese Michael Morkov. Ieri vi avevamo scritto che è una assicurazione sulla vittoria averlo in squadra negli ultimi chilometri per un velocista. Ce lo ripete sempre uno come Elia Viviani: "Morki" è il migliore. Ha pilotato "Cav" che con una volata lunghissima, partita quasi ai 300 metri in riva al lago, sinonimo di grande condizione, ha stroncato sul nascere le velleità di competere per davvero dei rivali con una punta massima di 74,7 km/h e una potenzia di quasi 1300 watt. E che rivali: il francese Arnaud Demare (Groupama), secondo, e Ferdando Gaviria (Uae), terzo. Quarto l'eritreo Biniam Girmay (Intermarchè), sempre più realtà, quinto, e primo degli italiani, Jacub Marezcko, con la sua Alpecin che si è giocata allo sprint anche la carta rosa Mathieu Van der Poel. Settimo uno dei "fab four" della pista olimpica di Tokyo Simone Consonni (Cofidis). «Sono molto contento era il primo sprint è una grande soddisfazione Ballerini, Vanlerberghe, "Morki" hanno fatto un lavoro straordinario», ha detto. Fuori dai radar dello sprint un altro grande atteso, l'australiano Caleb Ewan (Lotto) e Giacomo Nizzolo (Israel). Avversari annichiliti, dal campione rinato e dalla sua squadra, che non ha uomini di classifica e che quindi è votata a lui. Si ripeteranno.Menzione per Filippo Tagliani e Mattia Bais (Drone Hopper Androni) con Samuele Rivi (Eolo Kometa), partiti subito dopo il via da Kaposvar. I primi due sono degli habituè, Bais, trentino, scuola di coraggio al Cycling Team Friuli, si candida già a vincere il premio del miglior fuggitivo di questo Giro. Anche stavolta li hanno presi, state certi che ci riproveranno.Il Giro arriva in Sicilia, per i tradizionalisti, che sono in maggioranza e che non si arrendono al fatto che i denari nei grandi eventi sportivi la facciano da padrone, il vero Giro parte in Italia domani. Van der Poel oggi farà il suo leggero allenamento nel giorno di riposo godendosi la maglia rosa, che probabilmente perderà domani, l'inglese Simon Yates (Bike Exchange) dopo il successo nella crono è invece leader "virtuale" tra gli uomini di classifica. Mikel Landa (Bahrain) ha perso il prezioso Jan Tratnik: lo sloveno dopo la caduta nel finale della prima tappa ha dovuto alzare bandiera bianca. E un Giro, si sa, si vince anche grazie ai gregari. Vincenzo Nibali (Astana) respira l'aria di casa facendo prove di seconda giovinezza. In attesa del vulcano. Sì, perché domani l'Etna, la prima montagna del Giro, cambierà molte cose. --© RIPRODUZIONE RISERVATA