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Fragole come non se ne mangiano tutti i giorni, profumate e fragranti, piantate fuori suolo (su strutture sopraelevate), monitorate quotidianamente e coltivate in maniera del tutto biologica, con l'unico fondamentale aiuto degli insetti: quelli che crescono all'azienda agricola Malbosca di Rivanazzano Terme sono frutti d'eccellenza, perle rare che si trovano sul mercato per pochi mesi all'anno, da maggio a fine settembre.A prendersene cura sono i fratelli Paola ed Emanuele Visigalli, entrambi ex consulenti economici che undici anni fa hanno deciso di cambiare vita, lasciando la scrivania per dedicarsi a un'agricoltura innovativa, ispirata alle tecniche sostenibili che già da anni si utilizzano nel nord Europa. «La coltivazione fuori suolo - spiega Paola - ci permette di controllare ogni giorno quello che accade nel terreno in cui crescono le nostre fragole proteggendole al contempo da tutte le minacce presenti nel suolo, e cioè muffe, funghi, lumache, formiche e altri insetti nocivi, che andrebbero per forza allontanati chimicamente. Produrre fragole biologiche a terra sarebbe difficilissimo, mentre con questa tecnica è possibile tenere sempre tutto sotto controllo, alimentando le piante tramite un sistema di fertirrigazione (sciogliendo cioè nell'acqua i sali minerali e le sostanze organiche che in natura la pianta troverebbe nel terreno) e facendoci aiutare nell'impollinazione dai bombi e nella lotta a patologie e parassiti da altri insetti in un'ottica di lotta integrata».Quanto alle qualità scelte, sono principalmente due: l'unifera (che cioè produce le fragole solo a maggio) Dely e la rifiorente (che produce cioè fino a fine estate) Mara De Bois. In totale l'azienda può contare su circa 18 mila piante distribuite su 2000 metri di serra: «I primi anni - racconta Visigalli - riuscivamo a produrre fragole fino ai primi di novembre, ma purtroppo negli ultimi anni l'aumento delle temperature ha accorciato il tempo a nostra disposizione: le estati troppo torride, purtroppo, non consentono alle piante di produrre oltre la fine di settembre. Ciononostante, le fragole rimangono il nostro prodotto di punta, che vendiamo sia fresco che disidratato.Il processo di disidratazione (che applichiamo anche ad altra frutta e a molte verdure) viene condotto in maniera da conservare le proprietà organolettiche dei prodotti, tenendoli per un minimo di 48 ore a una temperatura costante di 35 gradi. Così non subiscono shock termico, e rimangono sempre nutrienti e saporite».--serena simula