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Il casoAb Mauri, il mio ruolonon è fare proposteCaro direttore,per prima cosa voglio ringraziarLa per lo spazio che dedica ai miei contributi in riferimento alle questioni territoriali che, come cittadino e Consigliere regionale eletto nel territorio pavese, mi interessano e per le quali mi impegno ormai da svariati anni affinché la provincia in cui sono nato e cresciuto possa beneficiarne.Le scrivo in merito all'articolo pubblicato venerdì 6 maggio sul Suo quotidiano e che nello specifico titola: «Laghetti contaminati: si trova un accordo sul caso "Ab Mauri"» e nel sommario riporta «Dalla conferenza dei servizi un percorso verso la bonifica: accolte le integrazioni chieste dal consigliere Verni (M5S)».Vorrei cortesemente segnalarle che il procedimento che interessa la bonifica dei noti laghetti potenzialmente contaminati è tutt'altro che in fase risolutiva, in quanto la caratterizzazione del sito deve ancora cominciare.Mercoledì si è tenuta la prima conferenza dei servizi in cui è stato discusso il piano di caratterizzazione che, l'azienda AB Mauri proprietaria del terreno su cui versano le "pozze scure", ha proposto agli Enti come elaborato che definisce lo stato della potenziale contaminazione e che predispone le indagini future sul sito.Come comunicato correttamente nell'articolo, Provincia di Pavia e Arpa Lombardia non hanno approvato il documento così come proposto, bensì hanno presentato numerose richieste di modifica e integrazione.Come Consigliere regionale, ho presenziato all'incontro, oltre ad aver chiesto in questi anni numerosi documenti che riguardassero questo grave problema ambientale, ma non ho personalmente chiesto integrazioni e modifiche al piano di caratterizzazione in quanto non è previsto nelle mie competenze.Il procedimento non è in capo alla Regione Lombardia, per tanto il mio dovere è quello di attenzionare questa critica vicenda ma non è assolutamente quello di intervenire in modo fattuale nei processi amministrativi che la riguardano.Simone Verniconsigliere regionaleMovimento 5 stellePaviaL'assordante silenziosu via TrecourtDopo la lettera pubblicata sulla Provincia Pavese del 24 marzo e il silenzio assordante che ne è seguito, invitiamo il signor Sindaco a dare risposte certe e tempestive.Il palazzo di via De Motis, di fronte a via Trecourt, non crolla se non dopo intervento programmato, per cui chiediamo che vengano rimosse le transenne e ripristinata la viabilità in via Trecourt.Le attuali transenne posizionate in via Trecourt, come già scritto e facilmente verificabile, sono diventate ricettacolo di sporcizia, incuria e di erbacce sempre più alte ecc.In questi giorni, prontamente il Comune ha provveduto a mandare la Tari, noi cittadini diligenti dobbiamo provvedere al pagamento ma il nostro Comune disattende quelli che sono i doveri di un Comune nei confronti dei propri cittadini, fornire decoro ed erogare servizi agli stessi.In via Trecourt manca tutto questo: il decoro del tutto assente, idem il diritto di poter circolare in auto o transitare a piedi, o meglio ancora poter liberamente accedere alle proprie abitazioni e garage, senza dover girovagare nelle vie del quartiere, in cerca di un parcheggio.Si chiede troppo nel ripristinare il manto stradale dove è stato divelto per chiudere il gas delle abitazioni di Via De Motis? Dobbiamo venire a manifestare il nostro disagio davanti al Comune?i residenti di via TrecourtPaviaTicinoL'eterno declinodel nostro fiumeLeggo sul vostro giornale che il Ticino è un fiume ormai in declino. Io ho avuto una barca sul fiume per 30 anni ed ero molto felice quando andavo sul Ticino: risalire le correnti tra colori bellissimi, i toni azzurri e verdi e i bellissimi boschi ai lati del fiume, uno spettacolo unico.Il fiume era pieno di pesci, negli anni '70 c'erano temoli e trote marmorate e il pigo del Ticino era in branchi numerosi, aveva gli stessi colori del fiume, non parliamo della savetta e delle lasche e dei numerosissimi vaironi e delle arborelle ovunque. Nelle lanche persici e lucci insomma tutti i pesci, era un fiume in buona salute. Passavamo giornate bellissime lungo il fiume la domenica e poi alla sera con gli amici in trattoria senza andare troppo in giro, a macinare chilometri, tutto bellissimo e vicino a casa.Poi l'acqua cominciò ad avere odoredi fogna, i temoli e le trote furono i primi ad andarsene per sempre, seguirono le lasche e i vaironi e le arborelle e comunque, dopo aver goduto di tanta bellezza, vedere questo meraviglioso fiume diventato povero di pesce e in molte zone non balneabile mi sono arreso. Ho ritirato la barca e appeso le canne al muro. Poi a svalutare questi posti bellissimi ci furono pure tagli di boschi sconsiderati e sversamenti sui campi di fanghi puzzolenti, cormorani ovunque. Non riesco a pensare cos'altro si possa fare ancora contro questi bellissimi posti, mi chiedo perchè non cercare di recuperare queste ricchezze. Che si controllino i depuratori, che si torni ad avere il bel fiume di prima e a farci il bagno e a pescare e a passare bellissime giornate. Che ce ne facciamo di tutto questo progresso se poi roviniamo, con una certa indifferenza, l'ambiente?Marco Gallotti. Pavia