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L'INTERVISTADonatella Zorzetto / paviaUna media di 70mila contagi al giorno in Italia, 9mila in Lombardia e quasi 500 in provincia di Pavia. Il Covid, ad aprile inoltrato, "regala" ancora questi numeri. Nel frattempo, le ultime sottovarianti XE (inglese) e XJ (italiana) impegnano gli esperti, a caccia di particolarità che eventualmente le distinguano dal ceppo da cui derivano, ossia da Omicron. Tra questi c'è Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del San Matteo.Professore, come mai ancora così tanti contagi?«Perchè il virus continua a circolare e colpisce chi abbassa l'attenzione».Si riferisce ai giovani?«In questo momento, effettivamente, i giovani sono i più colpiti. Il fatto è che sono anche quelli che hanno bisogno di una socialità maggiore e, specie in estate, di aggregazione».Spesso senza mascherina«Questo lo fanno anche gli anziani».E vengono colpiti dalle nuove sottovarianti. Ci spiega di cosa si tratta?«Andiamo indietro nel tempo. Nel primo periodo, quando il virus mutava realmente, ha generato gli stipiti iniziali: in Lombardia nel 2020 era stato trovato in 7 forme, che in seguito si sono raccolte in dominanti. Quelle che l'Oms ha definito Voc (Variants of concern), ossia che destano preoccupazione, basandosi sul fatto che possano sfuggire alla vaccinazione e che siano clinicamente più aggressive».Da allora il virus com'è mutato?«Ogni variante nuova che assumeva percentuali incrementali nel tempo, se diverse geneticamente dalla precedente, veniva definita Voc: prima è accaduto con l'Alpha (inglese), poi con la Beta (prima sudafricana), Gamma (brasiliana) e Delta (indiana), per arrivare alla Omicron».Erano simili? «Fino alla Delta si assomigliavano tutte nelle mutazioni perchè avevano un impatto sul siero dei vaccinati: non c'era un incremento di aggressività, quindi la "preoccupazione" si era ridotta al rischio di superamento della barriera immunologica».E in seguito? «Alla fine dello scorso anno, si sono completate le immunizzazioni con siero anti-Covid e improvvisamente è emersa Omicron, completamente diversa dalle precedenti. Perchè ha numerosissime mutazioni e contagia di più, anche se con sintomi lievi».Cos'è XJ?«Una sottovariante della famiglia Omicron. Parliamo di una forma ricombinante, un ibrido di due varianti o due sottovarianti: in questo caso Omicron 1 e 2 ».E provoca gli stessi effetti? «La Omicron incide meno sul gusto e l'olfatto. Ma ogni sottotipo di variante può acuire l'uno o l'altro sintomo. Si ritiene che al momento i sintomi di XJ siano gli stessi della XE, quindi febbre, tosse continua, perdita di olfatto e gusto, fiato corto, sensazione di stanchezza, dolori muscolari generalizzati, mal di testa, gola infiammata, naso chiuso, perdita di appetito e diarrea».Una persona già colpita dal Covid e guarita, che ha avuto sintomi lievi, se ricontagiata può aggravarsi?«Sui ricontagi servono ancora chiarimenti. Diciamo che è possibile, anche se un po' di anticorpi il primo contagio dovrebbe averli generati».Parliamo della quarta dose. Ministero della Salute, Aifa, Iss e Css hanno deciso di consentirla solo agli ultra 80enni, agli ospiti delle Rsa e agli 60-79enni nelle categorie a rischio. Cosa ne pensa? «Penso che nei soggetti che non siano grandi anziani o immunocompromessi non abbia senso. Negli over 80 invece ce l'ha perchè possono non aver risposto alla prima dose, se si è rivelata inefficace. Quindi è come se ne fosse mancata una».È stato giusto concludere lo stato di emergenza?«Si tratta di una definizione di legge, che disciplina aspetti pratici per poter contare su decisioni rapide. A oltre due anni dall'inizio della pandemia, disponiamo di vaccini, farmaci, conosciamo il virus e le procedure. Quindi dobbiamo imparare a convivere con esso quotidianamente».E se si presentasse una variante più agressiva?«Dovremmo riconsiderare il discorso, ma non bisogna fare allarmismo».Dobbiamo mantenere l'uso della mascherina?«Sì, almeno al chiuso. Abbiamo 70mila casi al giorno, ed è sbagliato dire che contro Omicron non serva a niente».Cosa ci aspetta?«Ci aspetta un'estate prudente, in cui dobbiamo riappropriarci della nostra vita. E ci aspetta un autunno in cui dobbiamo avere a disposizione un vaccino anti-Covid aggiornato, che contenga sia Delta che Omicron».Universale?«Lo si vedrà». --