L'America
Corrispondente da WashingtonSono le conquiste ucraine sul terreno, le difficoltà russe e le mosse aggressive britanniche a spingere l'Amministrazione Usa a decidere di agevolare il trasferimento in Ucraina di carri armati di epoca sovietica, custoditi in qualche Paese dell'Europa orientale. Oltre a questo, il Pentagono ha annunciato un piano da 300 milioni di dollari aggiuntivi agli 1,6 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza messi a disposizione dall'Amministrazione Biden per Kiev dall'inizio del conflitto. Le pressioni di Zelensky e il quotidiano martellamento dei suoi consiglieri affinché gli alleati inviino armi pesanti per aiutare Kiev a contrattaccare, hanno quindi fatto breccia. Già due giorni fa Londra aveva annunciato l'invio di armi letali, poi era stata la volta dell'Australia a dire che manderà blindati Bushmaster.Boris Johnson non fa mistero della sua strategia: ovvero rafforzare le forze armate ucraine affinché conquistino terreno per poter discutere di un cessate il fuoco da una posizione non di debolezza. Russi e ucraini continueranno in settimana i negoziati in videoconferenza. Mosca vorrebbe il confronto in Bielorussia ma ha accusato Kiev di boicottare il format. Il Cremlino ha specificato comunque che «benché difficili, le trattative devono continuare». Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha anche però lanciato un monito agli europei in un ennesimo tentativo di spezzarne il legame con gli Usa: «Quando gli europei si riprenderanno dalla sbornia da bourbon americano, e quando finalmente capiranno che dovranno prendersi cura del futuro del nostro Continente, allora rivedremo i nostri rapporti e dialogheremo, ma ciò non accadrà in tempi brevi». In virtù dei segnali che vengono da Kiev dove gli ucraini rivendicano di aver liberato la regione, Biden, che ieri ha partecipato al varo di un sottomarino nella sua Wilmington dicendo che «rafforzerà la sicurezza della nostra nazione e dei nostri alleati», si sarebbe convinto a intensificare gli sforzi militari. L'elenco degli armamenti che arriveranno a Kiev ne è la prova: missili a guida laser; droni kamikaze Switchblade armati e da ricognizione; droni leggeri Puma; blindati modello Humvee; munizioni di piccolo e grande calibro; visori notturni, sistemi di comunicazione criptati, mitragliatrici non standard (ovvero non usati regolarmente dall'esercito americano); servizi satellitari oltre a materiale medico. Il tutto sfruttando il canale Usai (Ukraine Security Assistance Initiative): l'equipaggiamento sarà direttamente fornito dai produttori consentendo alla Difesa Usa di mantenere intatto il suo arsenale. La vera svolta è però sulla consegna dei carri armati, per i quali gli Usa faranno da intermediari. Domenica Zelesnky aveva chiesto nuovamente tank e aerei. I suoi consiglieri Podolyak e Arestovych ieri hanno spiegato che le nuove condizioni richiedono altri sforzi. «Non sarà facile l'impegno militare nel Sud e a Est», ha detto Arestovych. Per questo servono armamenti pesanti. Washington li immagina schierati a ridosso del Donbass.La Casa Bianca non ha specificato i tempi dell'arrivo dei tank Urss, anche se avverrà presto, hanno detto fonti della Difesa riportate dal New York Times; e nemmeno quali Paesi (sicuramente nell'Est Europa) hanno a disposizione i tank sovietici. Il vantaggio è che l'esercito ucraino non avrà bisogno di addestramento particolare per usare questi mezzi. Ma non sono solo gli americani ad aver impresso un'accelerazione alle forniture militari. Lo stesso lo stanno facendo altri Paesi occidentali: Berlino ha sbloccato l'invio di una sessantina di mezzi corazzati Pvb501 attraverso un giro particolare: erano di proprietà della Ddr, quindi acquistati dalla Germania Ovest, poi finiti in Svezia, quindi rivenduti a Praga. Ora con il placet di Berlino andranno a rimpolpare le forze di sicurezza ucraine. Washington ha deciso anche di prolungare fino alla fine dell'estate la missione dell'82esima Airborne Division basata in Polonia. E non rientrerà nemmeno la portaerei Uss Truman con le sue unità militari impegnata nel Mediterraneo. Si ragiona inoltre se 100mila soldati Usa siano sufficienti per presidiare l'Europa. Il comandante americano del Comando Europeo, Tom Wolters, ha detto che è giunto il momento di rivedere la presenza Usa. L'ipotesi che alcune basi diventino permanenti è assai concreta. --© RIPRODUZIONE RISERVATA