Senza Titolo

carlo e. gariboldiLa storia di una comunità universitaria è costellata di grandezze e cadute, vendette, invidie, grandi scoperte e idee straordinarie.Così è la storia dell'Università di Pavia che Valentina Cani e Maria Carla Garbarino raccontano attraverso le storie di "Uomini e donne dell'Università di Pavia" (Univers Edizioni, 24 euro): 78 personaggi illustrati uno per uno dall'artista Marco Giusfredi.Venerdì prossimo (ore 17.30) il libro sarà presentato in anteprima dagli autori all'Aula del '400. Sarà anche l'occasione per l'inaugurazione della mostra con le tavole originali di Giusfredi che rimarranno esposte fino al 14 aprile in aula Forlanini (di fianco a quella del '400), sempre ingresso in piazza da Vinci.Il libro è organizzato in modo cronologico a partire da Lotario, il re longobardo che, nell'825, emana il "capitolare", ossia l'ordinanza che istituisce a Pavia una scuola destinata all'educazione del clero - affidandola al monaco irlandese Dungal - e arriva fino agli ultimi grandi (Maria Corti, Carlo Tullio Altan, Luig Cavalli Sforza) morti pochi anni fa.Valentina Cani e Maria Carla Garbarino hanno scovato tantissimi personaggi, consapevoli che la storia esposta attraverso mini biografie è avvincente e comprensibile a tutti. Riportano note biografiche e tanti, curiosi, aneddoti.Così scopriamo che la scoperta della pila di Volta (1745-1827) è forse la conseguenza di una delusione d'amore. Un innamoramento non più corrisposto tra lo scienziato nato a Como e una giovane e avvenente cantante lirica conosciuta al teatro dei Quattro Cavalieri (ora Fraschini).Prima di Alessandro Volta altri grandi uomini sono passati nelle aule dell'ateneo. Leonardo da Vinci, nell'inverno del 1510, partecipa alla dissezione di alcuni cadaveri da parte del lettore di anatomia, Marcantonio Della Torre.Gerolamo Cardano (1501- 1576) è il primo di una lunga lista di universitari costretti a lasciare Pavia per sfuggire all'odio e alle invidie dei colleghi (oltre che per il dispiacere per la morte per decapitazione di un figlio uxoricida).Stessa sorte - la fuga dalla città - tocca a Carlo Goldoni (1707-1793) inseguito da dodici famiglie di benpensanti, offesi per la minuziosa descrizione dei dettagli fisici delle fanciulle che il futuro commediografo conosceva nelle parti del corpo meno visibili.Sono passati 245 anni da quando, nel 1777, Maria Pellegrina Amoretti (1756-1787) si laurea - prima donna in assoluto - in giurisprudenza all'Università di Pavia. Un diploma contestato per presunta modestia delle tesi esposte, cosa molto comune tra gli studiosi di sesso maschile, ma imperdonabile - evidentemente - per una donna.Antonio Scarpa, la cui testa è conservata sotto formalina nel museo della storia dell'Università, è stato un grande clinico. Le autrici svelano che fosse noto anche per la grande avarizia. Amato e odiato, ancora non è chiaro se l'idea di staccargli la testa post mortem - e conservarla sotto formalina - sia stato riconoscimento alla grandezza, o l'estremo gesto di spregio dei suoi studenti.Eroico il grande medico Nicolò Porro (1842-1902) inventore di una tecnica chirurgica che consentirà di salvare madre e figlio durante il parto cesaro. Il suo decesso fu la conseguenza del salvataggio di un bambino durante un'operazione chirurgica. --