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Stefano Romano paviaLa stretta dell'Unione europea sugli aiuti di stato alle imprese (quelle esistenti e quelle intenzionate a insediarsi) si allenta per 24 Comuni della Provincia di Pavia. Non aree depresse, ma aree che devono recuperare la distanza (in termini di reddito prodotto e distribuito) dalle zone maggiormente sviluppate della Regione. i comuniCon questo scopo 24 comuni sono stati inseriti nella carta degli aiuti a finalità regionale riveduta da Bruxelles.Si tratte di 16 Comuni del Pavese (Albuzzano, Carbonara, Certosa, Corteolona e Genzone, Cura Carpignano, Filighera, Giussago, Marcignago, San Genesio, Sant'Alessio, Torre d'Isola, Trivolzio, Villanova d'Ardenghi, Zeccone, Zerbolò e Zinasco); 4 in Oltrepo (Voghera, Casteggio, Cervesina e Montebello); 4 in Lomellina (Vigevano, Borgo San Siro, Dorno e Parona)gli aiutiIn tutti questi comuni le aziende potranno ricevere aiuti pubblici in misura maggiore (nella scheda sotto il dettaglio e le percentuali) rispetto a quella prevista dalle norme europee. Un bonus applicabile sia per le imprese già attive (con l'obiettivo di aiutarne l'espansione), sia a quelle intenzionate a insediarsi. Questo secondo punto è particolarmente importante per la provincia di Pavia che potrebbe veder crescere il proprio tessuto produttivo e industriale con vantaggi per l'occupazione oltre che la produzione di reddito.assolombarda festeggiaAssolombarda aveva inserito la revisione della carta degli aiuti regionali tra i punti chiave per il rilancio del territorio nell'assemblea generale che si era svolta a gennaio al Fraschini. E ora festeggia il via libera di Bruxelles. «Consideriamo la decisione della Commissione Europea, di inserire diversi comuni della nostra Provincia fra quelli della Carta degli aiuti a finalità regionale, un vero successo - commenta Nicola de Cardenas, presidente di Assolombarda Pavia -. Un successo per Assolombarda, che è stata ideatrice e prima promotrice di un percorso che si è via via consolidato grazie al lavoro e all'impegno di Regione Lombardia e dell'assessore Guido Guidesi, che ringrazio, anche a livello nazionale e poi europeo. Un successo per il territorio, perché vuol dire che la nostra voce si è fatta sentire anche a Bruxelles, un successo per le future imprese che vorranno investire nel territorio provinciale». La direttiva della Commissione inserisce, per la prima volta, nell'elenco dei territori che possono garantire sviluppo e impresa, anche una parte molto importante della nostra Provincia. La Carta individua le aree, in Europa, con particolari difficoltà, legate a condizioni strutturali e a metriche anche occupazionali e di prospettiva. Vuol dire che siamo formalmente un territorio svantaggiato? «No: l'introduzione di diversi comuni Pavesi nella carta europea, attesta semplicemente la forte necessità di un riequilibrio tra aree circostanti. Ricordiamoci che la distanza tra Milano e Pavia, in termini di valore aggiunto pro capite è la maggiore tra tutte le province confinanti, a livello nazionale. È proprio l'inserimento in questa Carta una delle precondizioni per impostare un percorso di rinascita e di ripresa. Su queste aree e in questi Comuni sarà possibile prevedere misure pubbliche di sostegno alle imprese e provvedimenti di politica industriale territoriale che attraggano nuova impresa, grazie a benefici di intensità maggiore rispetto ad altre aree. Di per sé, la Carta, è la condizione abilitante affinché si possa in futuro fare qualcosa proprio dove più serve». Ma cosa vuol dire concretamente per le imprese questo passaggio? «Vuol dire che ora si intensifica il confronto con Regione Lombardia, per individuare, insieme alle imprese, possibilità di stimolo e di aiuto e, nello stesso momento, attivare processi di attrattività e innovazione che permettano l'insediamento e l'attrazione di nuove aziende. Ricordiamo che la politica di incentivi ha tra i destinatari anche le grandi imprese. --