L'appello dei pendolari «Riattivate il pullman tra Vigevano e Milano»

VIGEVANO Niente più autobus da Vigevano a Milano. Non è una novità, perché il servizio è stato soppresso anni fa, ma ora che gli scioperi dei macchinisti e i rincari della benzina hanno peggiorato la vita dei pendolari, c'è chi chiede alternative a treni e auto per andare a Milano. «Venerdì c'era lo sciopero di Trenord - dice Enrica Chicca Caimi, pendolare vigevanese -. Ho cercato informazioni per vedere se c'erano dei pullman per tornare a Vigevavno prima delle 18, ovvero all'orario del primo treno garantito, ma non ne ho trovato. Anche il marito di una collega cercava alternative al treno per raggiungere Vigevano da Milano per lavoro, ma non ne ha trovate. Siamo una città sempre più isolata, visto che da Abbiategrasso il collegamento bus per Milano c'è, ma qui non abbiamo modo di raggiungere Abbiategrasso, se non con l'auto».Il disagio maggiore lo subiscono gli studenti, i molti abbiatensi che frequentano un istituto vigevanese e che sono quindi costretti a scomodare i genitori per tornare a casa dopo la scuola (intorno alle 14 non ci sono treni garantiti in caso di sciopero, ndr). Lo stesso problema ce l'hanno i vigevanesi che frequentano il liceo di Abbiategrasso. Autoguidovie, la società che si occupa del trasporto extraurbano sul nostro territorio, gestisce la tratta Vigevano-Milano, collegando la linea 110 Vigevano-Garlasco alla linea 153 Garlasco-Milano. «Il problema sugli autobus - aggiunge Emanuele Corsico Piccolini, pendolare ed ex consigliere provinciale - è più complesso della sola tratta Vigevano-Milano, perché così come non esiste più quel collegamento, ora hanno tagliato anche la Vigevano-Voghera. Ed è strano, visto che spesso le difficoltà del trasporto ferroviario sono sopperite dal servizio autobus. Ogni volta che c'è un problema grave sulla linea, i pendolari di Vigevano raggiungono Abbiategrasso in auto, per poi andare in bus fino a Milano». «Il problema vero - conclude Corsico Piccolini - è il rapporto fra Autoguidovie, Vigevano e il distretto lomellino, perché ogni volta che si taglia un servizio a pagare è l'intera area urbana, che comprende Vigevano, Gambolò, Cassolnovo, Cilavegna, Gravellona. A spanne, circa 90mila abitanti. La nostra zona non ha peso politico. Queste scelte avvengono in questa "agenzia del trasporto" che ha una connotazione regionale, gestisce il quadrante regionale senza che la politica locale venga interrogata. Io non ho pregiudizi sul tagliare o meno una corsa, se l'utenza è scarsa, il punto è che, anche se è scarsa, quell'utenza ha una valenza sociale. Non si fa business con il trasporto pubblico: questo nasce per dare la possibilità di muoversi soprattutto alle persone più fragili, che non hanno l'auto o che non vogliono usarla per ragioni di sostenibilità o di costi. Questo caso è l'ennesimo esempio in cui ad alti livelli decidono per Vigevano, e poi a noi tocca cercare di rimediare alle mancanze». -- Selvaggia Bovani