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«Abbiamo visto persone che sono morte per assenza di farmaci e cure, molte altre sono state uccise o ferite. I loro corpi giacciono a terra nelle strade. I vicini di casa sono costretti a seppellirli dove capita, a scavare delle fosse in giardino». È uno scenario straziante, al limite della sopravvivenza, il bollettino di Medici senza Frontiere nella città di Mariupol, nell'Est del Paese. La situazione umanitaria è drammatica: «Ancora oggi (ieri per chi legge, ndr) - spiegano gli operatori dell'Ong -, non c'è acqua potabile e nessun farmaco da più di una settimana». Da ormai 10 giorni, chi è rimasto in trappola e non è riuscito a scappare, «continua a bere l'acqua che recupera da sottoterra, spostandosi anche per 2 o 3 chilometri per trovarla». Solo i pochissimi che hanno una radio «capiscono qual è la situazione in città e in tutto il Paese», perché i collegamenti sono stati tagliati, i cellulari non si ricaricano senza elettricità. «Le persone hanno perso i contatti con i propri parenti e non sanno se sono ancora vivi», neanche a pochi chilometri di distanza. Secondo l'esercito di Kiev, le forze armate russe hanno preso il controllo della periferia orientale della città assediata. I ripetuti tentativi di evacuare gli abitanti sono stati vani, a causa dei bombardamenti. Il personale della Croce Rossa di Mariupol si è rifugiato nella sua sede assieme ad una sessantina di persone. «Non abbiamo mezzi per scaldarci», dicono su Twitter. «C'è gente che ha con sé del cibo, ma non sappiamo quanto durerà. Molti dicono di non avere da mangiare per i figli». -- let.tor.© RIPRODUZIONE RISERVATA