La Germania blocca Nord Stream 2

Uski Audino / berlinoLa Germania ha fatto i compiti a casa e ha reagito al riconoscimento del presidente Vladimir Putin delle autoproclamate repubbliche separatiste del Donbass come i suoi alleati si aspettavano: congelando la messa in funzione del raddoppio del gasdotto del Baltico Nord Stream 2. Il governo di Berlino ha fermato la procedura amministrativa di autorizzazione. «Suona molto tecnico, ma è il passo amministrativo necessario» per permettere alla pipeline di entrare in funzione e trasportare il gas proveniente dalla Russia in Germania, ha chiarito Olaf Scholz. Il cancelliere ha aggiunto di aver incaricato il ministero dell'Economia di fare una nuova valutazione della sicurezza dell'approvvigionamento energetico per il Paese, «ma ci vorrà tempo». Il punto è politico più che economico. Il gasdotto lungo 1.234 chilometri pur essendo stato completato in autunno non è ancora entrato in funzione, né gli stessi operatori del settore energetico stimavano sarebbe potuto entrare in opera prima di giugno, visti i tempi lunghi delle procedure dell'Agenzia delle reti. Per l'inverno 2022 il governo tedesco non ha mai contato sul gas di Nord Stream 2, né al momento ha un serio problema di scorte, ha ribadito lunedì una portavoce del ministero dell'Economia. Il problema si porrà a partire dal prossimo autunno, visto il concomitante abbandono in Germania del nucleare, con le ultime centrali ancora attive, e delle centrali a carbone. Berlino ad ora può permettersi di mettere in stand-by il progetto voluto dall'ex cancelliere Gerhard Schroeder nel 2014 e considerato da Angela Merkel fino allo scorso giugno «un puro progetto economico» perché «una molecola di gas russo è una molecola di gas russo», sia che passi dal Baltico che dall'Ucraina. Ma se la Germania può permettersi questa considerazione sul breve periodo, la domanda è se può permetterselo l'Europa sul lungo periodo. In teoria dal momento dell'approdo sul suolo tedesco, a Greifswald, il gas naturale in arrivo dalla Russia con Nord Stream 2 potrebbe finire in ogni momento sul mercato europeo dell'energia. Cosa accade adesso? La conseguenza più imminente della crisi è il rincaro dei prezzi dell'energia, secondo il ministro dell'Economia Robert Habeck. «C'è da aspettarsi che il conflitto militare in un paese che è anche il nostro maggior fornitore di gas farà crescere i prezzi» ha precisato ieri Habeck, aggiungendo in tono profetico che «non dimenticheremo facilmente questo inverno e le sue conseguenze politiche e geopolitiche». L'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha reagito allo stop di Nord Stream 2 gettando sale sulla ferita: «Bene. Benvenuti nel nuovo mondo dove gli europei pagheranno molto presto 2.000 euro per 1.000 metri cubi di gas naturale!» ha twittato.Il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, in visita a Dakar, ha accusato Putin di «distruggere l'accordo di Minsk», mettendo una pietra tombale sui fragili canali diplomatici ancora esistenti. E proprio questa morte de facto di quella che finora era l'unica via ufficiale di dialogo, cioè il Formato Normandia (dove si incontravano rappresentanti di Russia, Ucraina, Francia e Germania), potrebbe portare ad un'ulteriore riduzione del ruolo europeo nella partita - suggerisce Margarethe Klein, della fondazione berlinese Swp - e di conseguenza «questo rende il gioco diplomatico davvero una cosa tra gli Stati Uniti e la Russia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA