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PaviaMino Milani maestrodi storia (e di storie)Nell'ottobre 1987, per "Radio Oggi", Mino Milani mi accordò un'intervista sull'ultimo suo romanzo arrivato in libreria, "Romanzo militare". Si confermò ancora molto gentile quando, prima di pubblicare il testo dell'intervista nella rivista "Bollettino per Biblioteche", che curavo per l'Assessorato provinciale alla Cultura, glielo sottoposi per controllo. Me lo restituì il giorno dopo, ringraziandomi: era un gentiluomo di altri tempi! Ebbi poi varie occasioni per andarlo a trovare nella sua casa-museo, di fronte a San Pietro in Ciel d'Oro, con le pareti fasciate di libri, e con la tavola sempre apparecchiata per due persone (segno della sua concreta ospitalità). A casa sua si riuniva la giuria (lui, Bianca Garavelli, Giuseppe Polimeni, i fratelli Angelo e Gian Battista Ricci, Tino Cobianchi e il sottoscritto) che selezionava i libri da premiare per il concorso nazionale "Tracce di territorio": i volumi inviati dagli editori di tutta Italia erano poi donati alle biblioteche comunali della Lomellina, favorendo così una conoscenza di realtà storico-culturali "extra-territoriali".Tanti lettori pavesi si sono affezionati alle opere di Mino sia per gli apporti che ha dato per far conoscere la "storia avventurosa di Pavia", sia per il diletto che hanno sempre procurato i suoi romanzi di ambientazione pavese. Personalmente ne ho letto molti con sistematicità per poter illustrare, nei miei corsi per l'Università della Terza Età, le descrizioni in essi presenti di luoghi, ambienti, personaggi della città.Tra le tante opere storiche e narrative che ho in casa, ho ragioni affettive che mi legano ad alcune di esse: il romanzo giallo "Il mistero di Carona" è stato edito in volume da "La Provincia Pavese" nel 1985 dopo la pubblicazione a puntate sul giornale (che aveva indetto un concorso tra i lettori per premiare chi avesse indovinato chi era l'assassino, prima ovviamente dell'apparizione del fascicolo finale: tra i vincitori ci fu anche mia moglie). Due volumi contengono riferimenti a Santa Giuletta: ambientazione del giallo "Tradimenti", 2000; la ricerca "Storia di Tundra. Vita avventurosa di Tiziano Marchesi" (2012) fa ricordare che i partigiani di Santa Giuletta agirono per lo più inquadrati nelle file della Brigata "Tundra".Sono anche contento di aver messo in contatto con Milani l'amico professor Marcello Vaglio di Chiavari a sua volta in collegamento con l'editore Vincenzo Gueglio: l'esito è stato la pubblicazione (presso Gammarò, gennaio 2020) del romanzo di avventura "Il segreto del Magenta", con prefazione di Vaglio. È la storia di una missione militare che una nave della marina italiana deve svolgere nel mare cinese.Con le segnalazioni bibliografiche che ho offerto nei corsi Unitré e con quelle elencate qui sopra mi piace aver fatto qualcosa per valorizzare i volumi che faranno ricordare per sempre lo scrittore Mino Milani come maestro di storia e di storie per la "sua" Pavia.Paolo Pulina. Santa GiulettaUcrainaL'Italia pratichipolitiche di paceL'ulteriore tentativo di allargamento della Nato ai confini della Russia è alla base dei pericoli di guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno sponsorizzato le forze etnonazionaliste ucraine che hanno riabilitato i collaborazionisti con il nazismo e hanno portato avanti politiche discriminatorie verso la popolazione di lingua russa.Non bisogna essere sostenitori di Putin per comprendere che la Russia non può accettare di ritrovarsi missili e Nato ai suoi confini. L'unica via di uscita è la neutralità dell'Ucraina e il riconoscimento dei diritti delle popolazioni di lingua russa, applicando gli accordi di Minsk, perché l'Ucraina diventi uno stato plurinazionale.L'Italia deve smettere di accodarsi agli Usa e alla Nato. Invece il ministro della difesa Guerini (PD) manda mezzi corazzati nei paesi baltici,navi nel Mar Nero e gli F35( a proposito, quanto costa tutto ciò?). L'Italia,per contro, dovrebbe continuare a chiedere verità e giustizia (finora negate) per il nostro giornalista Rocchelli, assassinato il 24 maggio 2014 mentre documentava le condizioni dei civili intrappolati nel Donbass. L'Italia dovrebbe praticare una politica di pace( secondo l'art. 11 della Costituzione) e allontanare le basi militari di Usa e Nato dal proprio territorio (decine di bombe atomiche stoccate a Ghedi e ad Aviano).Piero Rusconisegretario provincialeRifondazione Comunista