Sei campagne di scavi nei siti di Rivanazzano

Il tracciato di una "glareata", strada con pavimentazione in ciottoli e ghiaia che formava, insieme alle grandi vie consolari, la spina dorsale del complesso sistema viario romano, e un denario in argento con l'effigie di Marco Antonio, che il console e triunviro fece coniare nel 32 avanti Cristo per assoldare mercenari da schierare in battaglia contro gli eserciti di Ottaviano, sono i due straordinari ritrovamenti dell'ultima campagna di scavi nel sito archeologico di Isola Felice, tra Voghera e Rivanazzano, la sesta da quando nel 2015 è partito il progetto coordinato dal professor Stefano Maggi. Le scoperte più recenti, nel 2021, testimoniano l'esistenza di un insediamento già presente nel I secolo a.C., ovvero nella tarda età repubblicana, mentre i reperti rinvenuti in precedenza sono relativi al periodo imperiale, all'incirca tra Augusto e Costantino. L'èquipe di giovani ricercatori, diretta dall'archeologa Manuela Battaglia, ha anche riportato alla luce ulteriori tratti di muro di un probabile edificio rurale, che si incrocia con la strada glareata. La "chicca" resta comunque il denario dell'ex luogotenente di Cesare, coniato un anno prima della battaglia di Azio (Actium, 2 settembre a.C.), che si concluse con il trionfo della flotta di Ottaviana e la distruzione di quella di Marco Antonio e della sua amante Cleopatra, regina di Egitto. Ma molto ancora resta da scoprire. Per questo c'è l'intenzione di proseguire gli scavi.