Ricoveri in calo dopo 3 mesi e il Cts va verso la chiusura

Maria Berlinguer /RomaPrimo netto calo dei ricoveri da tre mesi a questa parte. A fronte della decrescita dei casi, preoccupa il crollo delle terze dosi, scese sotto quota 150 mila lunedì scorso, e la campagna vaccinale tra i bambini nella fascia di età 5 12 anni che non decolla. La media nazionale conferma che solo il 36,2% dei più piccoli ha ricevuto almeno una dose con Regioni virtuose come la Puglia che hanno superato il 50% e altre dove nemmeno il 30% dei bambini è vaccinato. Quasi che una parte della popolazione adulta e molti genitori stiano prendendo tempo, contando di evitare il vaccino e il booster con l'arrivo della bella stagione che, come prevede Abrignani, in qualche settimana ci porterà fuori dall'emergenza. Intanto il 25 febbraio una riunione straordinaria dell'Aifa deciderà se procedere alla somministrazione della quarta dose ai soggetti fragili su richiesta del ministero della Salute, investito della questione dalla regione Piemonte. A certificare che siamo in una nuova fase della pandemia è la Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). Ha calcolato che in una settimana il numero dei pazienti Covid ricoverati è diminuito del 17%, mentre la gran parte degli ospedalizzati, il 72%, continua ad essere rappresentata da soggetti che non ha una adeguata copertura vaccinale o non è vaccinato affatto. Fiaso analizza anche il peso dei «per Covid e con Covid»: nei reparti ordinari i primi, ovvero coloro che hanno sviluppato sindromi respiratorie e polmonari, costituiscono il 60% e si tratta per lo più di anziani affetti da altre gravi patologie. La percentuale di pazienti con Covid invece è pari al 40% e in rianimazione solo il 23% è ricoverato con Covid. Nei reparti ordinari la diminuzione dei pazienti, rispetto all'8 febbraio, si attesta al 16% mentre nelle intensive il calo arriva al 26%. La riduzione dei ricoverati, tuttavia, procede a ritmi differenti: negli ospedali del Nord il calo è stato del 29%. Nelle strutture del Centro i ricoveri sono scesi dell'11% mentre al Sud i pazienti si sono ridotti dell'8%. Il bollettino del ministero della Salute, che segnala 59.749 nuovi contagi nelle ultime 24 ore (martedì erano 70.852) con 278 vittime, in calo rispetto alle 388 di martedì; 94 decessi inoltre sono riconteggi. Il tasso di positività è al 10,7%, stabile, mentre sono 1.073 i pazienti in terapia intensiva, 46 in meno di ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono 15.127 (- 475). Buone notizie anche da Agenas. La percentuale di posti letto in intensiva occupati da pazienti Covid resta al 12% in Italia e, nell'arco di 24 ore, cala in 13 regioni. L'occupazione dei reparti resta invece al 24% in Italia e, in 24 ore, cala in 12 regioni. Scendono invece più lentamente i ricoveri dei bambini monitorati nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti degli ospedali sentinella Fiaso, con la percentuale di ospedalizzazioni calata in una settimana dello 0,9%. Inoltre, il 55% dei neonati ricoverati proviene da famiglie senza vaccinazioni complete o con non vaccinati. Quanto al dato di mortalità da evidenzia che l'eccesso di mortalità nell'Ue è aumentato nell'autunno 2021, con un nuovo picco del +26% a novembre e chiudendo il 2021 a +23%. In Italia il 5,4, in Polonia il 69%. Il 31 marzo intanto potrebbe essere la data della svolta, la fine dello stato di emergenza. E la data probabile anche dalla fine del Cts, il comitato tecnico scientifico che ha spalleggiato il governo in tutti questi mesi. «Non credo che verrà prorogato lo stato di emergenza e, quindi, si scioglierà anche il Cts. Non credo che dovremmo più vivere la situazione emergenziale che abbiamo vissuto in passato, e non penso che possa arrivare a breve una variante più diffusiva di Omicron», dice apertamente l'immunologo Sergio Abrignani, ottimista anche per il futuro. Invita alla prudenza Fabrizio Pregliasco: «Credo che ci sia una prospettiva assolutamente positiva per questa primavera-estate ma la circolazione del virus tornerà a essere più significativa nella stagione invernale».«La pandemia non è magicamente evaporata, siamo ancora dentro una fase pandemica», avverte il ministro Roberto Speranza. --© RIPRODUZIONE RISERVATA