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PaviaIl mio ricordodi Mino MilaniSono certamente molti i pavesi che in questi giorni, ricordando con affetto e commozione Mino Milani, hanno avuto la possibilità di raccontare qualche episodio, piccolo o importante, che li ha visti partecipi insieme a lui. E' il segno evidente di un uomo che, nella sua lunga e appassionante vita, ha saputo e voluto, con generosità e gentilezza, condividerla. Bello pensare che, sabato scorso, insieme ai tanti che sono venuti a salutarlo in piazza e in chiesa, fossero presenti, nelle forme misteriose che Dio ci ha preparato, anche i suoi vecchi amici che già ci hanno lasciato. Tra questi immagino anche mio padre, Walter Damiani, che è stato un grande amico di Mino. Un'amicizia profonda e sincera nata grazie a mia madre Ida che conobbe Mino al liceo Foscolo e che fece sì che lui diventasse poi il loro testimone di nozze. Erano gli anni in cui ci si sfidava facendo i tuffi dal ponte delle barche di Bereguardo e si sfottevano "i milanes" che non sapevano andare sul "barcé'" di cui invece Mino era grande cultore. Un amicizia che ha avuto un peso anche politico e culturale nella storia della nostra città. Quando mio padre è diventato presidente della Camera di commercio ha promosso, dal 1986, la presentazione annuale del libro di Mino Milani in occasione della ricorrenza di San Siro. Iniziativa poi proseguita sino al 1998. Era un evento che vedeva una partecipazione così numerosa che era stato necessario allestire, nelle sale attigue, una trasmissione video per consentirne la visione a tutti i presenti. E dopo la presentazione del libro si andava tutti insieme a far visita alla tomba del santo e poi a prendere il pane di San Siro, preparato dall'Associazione panificatori e distribuito sotto il portico del Vescovado.Mino Milani fu anche dal 1990 e per alcuni anni direttore della rivista "Pavia Economica": vi è stata una generazione pavese lungimirante e saggia che ha cercato di coniugare - come appare oggi sempre più necessario e vitale - i meccanismi dell'economia con i valori della cultura. Avere direttore di una rivista economica un intellettuale e scrittore è stata una grande intuizione che infatti ha consentito a quella rivista di essere, per alcuni anni, una palestra nazionale di idee innovative e creative nell'ottica della efficacia economica, della valorizzazione del territorio e della solidarietà sociale. Poi purtroppo nel 2014 la rivista è stata chiusa. E rimane in me il ricordo e l'onore di aver consegnato a Mino nel 2003 - a nome dell'Unicef - l'attestato di benemerenza per la sua costante attenzione ai diritti dell'infanzia e di averlo applaudito, insieme a tutti, per il premio speciale della giuria del premio Andersen 2017. Caro Mino, ci mancherai tantissimo e per quel poco che siam capaci ci piacerebbe saper proseguire almeno su due fronti che ti stavano particolarmente a cuore: esser d'aiuto ai vari ragazzini come Siro che sanno portare i pani a chi sa come moltiplicarli e donarli; saper essere un po' come Tommy River, appiedati o a cavallo ma sempre dalla parte dei "buoni ed onesti".Mimmo Damiani. PaviaEuropa Guerra da evitarein UcrainaUn'amica ucraina che ha ottenuto la cittadinanza italiana mi ha detto che nel caso scoppi la guerra nel suo Paese ha intenzione di far venire in Italia i suoi familiari e ha chiesto ospitalità a casa mia. Rimane la priorità di impedire, a ogni costo, il ritorno della guerra in Europa. Si deve operare per un raffreddamento della tensione politico-militare, bloccando ogni corsa agli armamenti.L'Unione Europea non deve farsi trascinare dalla Nato in una insensata corsa al rilancio delle spese militari e l'Italia deve opporsi all'estensione nel territorio ucraino del dispositivo militare della Nato e al dispiegamento in Europa di nuovi missili e armi nucleari americane.L'Ucraina deve essere indipendente dai due blocchi e negoziare (come avvenne in Finlandia durante la guerra fredda) una posizione di neutralità, non più avamposto militare per le due parti ma terra d'incontro e di negoziati.Marta Ghezzi. PaviaStradeLa potatura alberila fanno i camionla mancata potatura delle piante posizionate sulle banchine delle strade viene spesso "regolata" dal passaggio dei mezzi pesanti. Come si vede quotidianamente sulla ex statale 235 nel tratto fra Sant'Angelo Lodigiano e Pavia ma anche in tantissime altre strade della provincia. Mi chiedevo se non fosse possibile immaginare un intervento di potatura che per qualche anno risolva questa problematica.Luciano Fongaro