Giù la mascherina all'aperto Da venerdì stop all'obbligo
ROMASono state il simbolo della pandemia e, perlomeno all'aperto, da venerdì non le indosseremo più. L'addio alle mascherine quando si è in giro era già stato fissato per il prossimo 11 febbraio da un'ordinanza del ministro Roberto Speranza, che l'obbligo l'aveva però cancellato solo per le zone bianche, ossia Molise, Umbria e Basilicata. Ma adesso il titolare della Salute ha deciso di bruciare le tappe, abrogando l'obbligo anche in fascia gialla e arancione. Ossia in tutta Italia. A dare l'annuncio di un imminente nuovo provvedimento del ministero è il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: «È un segnale di speranza per tutti gli italiani». I quali da venerdì potrebbero anche tornare a ballare in discoteca. «Spero che l'obbligo di chiusura prorogato solo fino al 10 febbraio dall'ultimo decreto legge non venga ulteriormente spostato in avanti. Sarebbe un altro passo verso la normalizzazione e una boccata d'ossigeno per un settore economico che ha pagato più di altri il prezzo delle chiusure», afferma sempre Costa. Anche se, sul riaprire locali dove ci si agita al chiuso senza mascherine, il «suo» ministro sembra nutrire ancora qualche dubbio. La riapertura al chiuso sarebbe però al 50% della capienza e con le mascherine tirate su non appena ci si sposta dalla pista da ballo.«Riaprono le discoteche»Non copriranno invece più naso e bocca all'aperto sempre da venerdì. Ma con varie eccezioni, perché comunque resterà l'obbligo di indossare gli strumenti di protezione tutte le volte che si creano assembramenti. Quindi al mercato rionale, piuttosto che quando si è accalcati a fare l'aperitivo fuori dai locali, ai concerti e allo stadio, dove dovrebbe restare l'obbligo di indossare le più protettive Ffp2. Quando si esce di casa sarà quindi sempre meglio portare con sè in tasca almeno una chirurgica, anche se non si prevede di dover mettere piede in locali al chiuso.L'accelerazione sulle mascherine all'aperto lascia presagire allentamenti di altre restrizioni, come quelle su durata delle quarantene e capienze, ancora al 50% in cinema, teatri e stadi. Anche perché la discesa di Omicron è sempre più ripida. Ieri sono stati registrati 41mila casi rispetto ai 78 mila di domenica, ma soprattutto la metà di quelli che si erano contati una settimana prima. Anche se continua a essere alto il numero dei morti, ancora 326. Ma quella è l'ultima delle curve a calare.La Dad dimezzataIn attesa di assaporare nuove liberà, ieri 600 mila studenti hanno assaggiato quella di tornare a scuola, abbandonando il purgatorio della Dad. «Ci sono stati disagi soprattutto nelle scuole primarie, dove è toccato ai dirigenti scolastici nel fine settimana avvisare le famiglie che, con le nuove norme arrivate solo venerdì sera, i giorni di quarantena si riducono da 10 a 5», racconta il presidente dell'associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Che però ammette: «il protocollo è molto più agevole da rispettare e nei prossimi giorni si tornerà alla normalità». In linea di massima chi era con il Green Pass è rientrato senza problemi, «ma chi era in quarantena e doveva fare il tampone non sempre è riuscito a farlo. Nelle scuole primarie della provincia di Roma qualche problema lo abbiano avuto nelle mense», lamenta Cristina Costarelli, a capo dei presidi del Lazio. Ma il fronte della scuola resta caldo per il ritorno della prova scritta alla Maturità e l'alternanza scuola-lavoro, che non piacciono agli studenti. Pronti a saltare dalle lezioni in remoto alle occupazioni. Pa. Ru. --© RIPRODUZIONE RISERVATA