Il caso dell'autista gettato nel fiume il pm ha chiesto 16 anni per Iacullo
Sandro Barberis / vigevanoUna pena di 16 anni di carcere. È questa la richiesta della procura per Gianluca Iacullo, il 44enne di Vigevano, accusato dell'omicidio del 49enne autotrasportatore Filippo Incarbone avvenuto nella notte tra il 4 e 5 gennaio 2021 in un appartamento alla Buccella. Incarbone era stato colpito anche con una mazzetta da muratore. Il cadavere era poi stato ripescato nel Ticino il 16 febbraio.l'udienzaImputato per l'omicidio è anche Michael Mangano, 32 anni, residente a Vigevano e titolare della casa dove era avvenuto l'omicidio. Però Mangano, a differenza di Iacullo, non può ottenere il rito abbreviato. Ma dovrà essere giudicato dalla corte d'assise di Pavia. Questo perché secondo l'accusa Mangano è l'autore materiale dell'omicidio e quindi su di lui pende anche l'aggravante dei futili motivi: le normative introdotte nel 2019 non consentono il rito abbreviato per un omicidio aggravato. Iacullo invece ha chiesto l'abbreviato, puntando quindi ad ottenere lo sconto di un terzo della pena. La richiesta di 16 anni è il massimo della pena con questo rito ed è stata formulata ieri mattina durante l'udienza preliminare di fronte al gup Maria Cristina Lapi. Una decisione dovrebbe essere presa mercoledì 9 quando ci sarà quella che dovrebbe essere l'ultima udienza preliminare. La difesa di Iacullo, che avrebbe assistito all'aggressione a Incarbone e poi aiutato Mangano nell'occultamento del cadavere nel Ticino, chiederà di valutare il caso non come omicidio volontario, ma come un reato meno grave. Anche la difesa di Mangano chiederà di cambiare l'imputazione da omicidio volontario ad omicidio preterintenzionale. «Le perizie non definiscono un quadro da omicidio volontario», sottolinea il difensore di Mangano, l'avvocato Fabio Santopietro di Vigevano. A rappresentare la famiglia di Incarbone invece è l'avvocato Gianluigi Tizzoni. Due dei tre fratelli dell'autotrasportatore morto sono anche parte civile nel procedimento: avevano chiesto fin da subito giustizia per l'uccisione del fratto. «Aspettiamo la decisione del gup in merito alle richieste dell'accusa: ricordo che 16 anni con l'abbreviato sono il massimo della pena per un omicidio», spiega Tizzoni. la vicenda Il 49enne autotrasportatore era morto tra il 4 e il 5 gennaio 2021. Il cadavere era stato ritrovato solo il 16 febbraio, mentre l'11 febbraio erano stati arrestati i vigevanesi Michael Mangano, 32 anni, e Gianluca Iacullo, 44, che sono ancora in carcere, indagati per omicidio e sottrazione di cadavere. Secondo le ricostruzioni, Mangano e Iacullo erano insieme a Incarbone in un appartamento in via Buccella. Una serata di stravizi con alcool e cocaina finita male, con una colluttazione. Nelle ricostruzioni della procura emerge che Incarbone avrebbe anche implorato di non essere più colpito dicendo di star male, visto che aveva problemi di salute.Incarbone comunque sarebbe stato colpito da Mangano, che ha confessato la colluttazione, ma ha anche detto «di non aver ucciso Filippo, eravamo amici». Poi Mangano e Iacullo avrebbero lasciato alcune ore Incarbone da solo nella casa di via Buccella, e quando erano tornati l'avrebbero trovato morto. A quel punto avrebbero caricato il cadavere in auto per gettarlo nel Ticino all'alba del 5 gennaio 2021. Sia Mangano sia Iacullo sono già in carcere come misura preventiva. --