«Arpa non ha rispettato i patti mancano controlli sul Pm 2,5»

PARONA«La procedura che autorizza a bruciare i fanghi nel termovalorizzatore è stata concessa con leggerezza». A dirlo è l'associazione Sostenibilità Equità e Solidarietà nel corso dell'ultima seduta della consulta dell'ambiente nella quale il presidente della consulta Riccardo Orlandi ha espresso le proprie perplessità sullo spostamento da Mortara a Parona della centralina per la misurazione del Pm2.5, le polveri più sottili di quelle registrate con i misuratori del Pm10. Ai tempi dell'autorizzazione del termovalorizzatore, il contratto prevedeva che Arpa installasse tre centraline per il Pm2.5, poi mai posizionate a Vigevano e a Parona. Nel 2018, scaduto il contratto, Arpa ha deciso che non servivano più e adesso ha deciso invece che la centralina per il Pm2,5 serve a Parona e ha spostato qui quella di Mortara. La richiesta formulata dalla consulta ad Arpa è stata quella di avere un maggior numero di centraline per queste misurazioni sul territorio provinciale. L'associazione Sostenibilità Equità e Solidarietà ha posto poi l'accento sulla questione fanghi. «Tutto ruota - dice il presidente Massimo Gallina - intorno alla presentazione dello screening di incidenza sulla zona protetta Sic, sigla che sta per Sito di interesse comunitario, "La Garzaia della Portalupa", che si trova alla frazione Morsella, a 1.500 metri dal termovalorizzatore. I nostri dubbi erano nati a dicembre quando avevamo preso in visione di un atto registrato in municipio a Parona non conforme a quello approvato nella giunta di Regione Lombardia il 29 marzo 2021, identificato come modulo "allegato G" per lo screening di incidenza, valutazione prevista dalle linee guida nazionali». Il progetto contestatoNell'allegato G pubblicato dalla giunta, spiega Gallina, «è previsto uno spazio in calce dedicato alla data, al nome e alla firma del valutatore, in quello allegato alla pratica non ci sono più gli spazi dedicati e mancano firma e nome del valutatore. La pratica prevede naturalmente la nomina del valutatore, passaggio essenziale come evidenziato in tutti i protocolli. Non trovandola nei documenti ufficiali, abbiamo chiesto chiarimenti agli uffici preposti ricevendo delle non risposte. Gli uffici ipotizzano che sia firmato dall'ufficio Ambiente e Sostenibilità, ma tale ufficio è delegato a scegliere un valutatore, non a valutare: così è scritto nelle sue mansioni. Questa difformità, secondo noi, toglie validità a tutta la pratica». --Andrea Ballone