Canzoni e rapine, arrestati i rapper Baby Gang, Neima Ezza e Samy

Monica SerraAndrea Siravo / MILANO«Lo buttano in gabbia pensando che il ragazzo cambia. Ma esce, fra', con più rabbia». Il video della canzone Rapina, di Baby Gang e Neima Ezza, è stato pubblicato su Youtube il 28 maggio: sette milioni e mezzo di visualizzazioni. «Fermi tutti, questa è una rapina», canta Baby Gang, armato e col volto coperto dal passamontagna, poco prima di colpire davvero. Un'altra volta. Nessun filtro: dalle canzoni ai fatti, e viceversa. I rapper milanesi della Seven zoo, la periferia di San Siro, i palazzi dei ricchi da una parte, lo stadio dall'altra, rapinano ancora. Non li ferma il successo, oltre un milione di ascoltatori mensili su Spotify, le interviste, i soldi, i contratti con le case discografiche. A tornare in carcere è il ventenne Zaccaria Mouhib, alias Baby Gang, per una rapina del 12 luglio a Vignate, hinterland est di Milano. Fino a ieri senza macchia, ai domiciliari finisce il coetaneo Amine Ez Zaaraoui, in arte Neima Ezza, per due rapine di gruppo commesse a maggio alle Colonne di San Lorenzo. Ma anche il 19enne Samy, Samuel Matthew Dhahri, qualche precedente e un affidamento in prova, per un'altra rapina del 22 maggio. Quattro in tutto gli episodi contestati dal pm Leonardo Lesti che ha coordinato le indagini condotte da polizia e carabinieri. A riconoscere gli autori, che nella realtà hanno agito senza passamontagna, sono le stesse vittime. L'ordine di cattura del giudice Manuela Scudieri, mette in fila i fatti. Sono le 22 del 23 maggio quando un ragazzo viene accerchiato da tre coetanei alle Colonne. Uno lo colpisce con uno schiaffo al petto e gli strappa la catenina d'oro: «Non ti muovere altrimenti finisce male». Ventiquattro ore prima un altro giovane aveva subito una rapina identica. Quando gli agenti mostrano l'album fotografico «Baby trap» le due vittime non hanno dubbi: «È Neima Ezza». «Seppure formalmente incensurato» Ez Zaaraoui ha un «ruolo di protagonista che mette in evidenza la personalità di chi assume il comando del gruppo criminale», scrive il gip. Per Baby Gang è la fama a rendere immediata l'identificazione. È il 12 luglio: un 21enne è seduto sul lato passeggero di una Renault Clio al campo sportivo di Vignate mentre un suo amico sta comprando dell'hashish. In due si avvicinano armati di pistola. Lo minacciano di morte mentre lo derubano di 130 euro, gli AirPods, le chiavi dell'auto. Poi fuggono su una Mercedes. È l'amico della vittima a riconoscere il rapper: «L'auto mi è rimasta impressa: ho notato che il sedile del passeggero era occupato dal noto cantante Baby Gang». Per il gip le rapine sono state realizzate con «una particolare spregiudicatezza sintomo di una concreta pericolosità sociale». Che per Baby Gang, il più famoso della crew, era già nota nelle oltre 350 pagine di fascicolo depositato al Tribunale misure di prevenzione che sta valutando la sorveglianza speciale. «Questo qui sono io» racconta in un'intervista Baby Gang, che entra ed esce di prigione da quando aveva 15 anni. Di pari passo con il successo colleziona Daspo e fogli di via a Milano, Lecco, Riccione, Cattolica, Rimini, Misano Adriatico e Bellaria Igea Marina. «Beccaria, San Vittore, Opera, Bollate», canta. Ed è tutto, fin troppo, vero. --© RIPRODUZIONE RISERVATA