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PaviaSegno positivo per le superfici e le produzioni di riso italiano, così come per le esportazioni al di fuori dell'Unione europea complice anche l'uscita della Gran Bretagna (Brexit). Questi i dati principali della relazione "Riso-Evoluzione di mercato e sue prospettive", presentata a Roma dall'Ente nazionale risi al ministero delle Politiche agricole. Le cifre sono riferite alla campagna agraria precedente, in questo caso compresa fra il 1° settembre 2020 e il 31 agosto 2021. Nel 2020 la superficie a riso si è attestata a 227.319 ettari, con un aumento di 7.292 ettari (+ 3,3%) rispetto al 2019. Nello specifico, le risaie di Lomellina e Pavese, prime in Europa per superficie, non registrano sensibili variazioni: 81.600 ettari nel 2020-2021, 81.300 ettari nella campagna precedente. «La maggior superficie a livello nazionale - hanno spiegato i vertici dell'Ente risi - ha determinato una produzione di 1,5 milioni di tonnellate, con un aumento dell'1,45% rispetto alla produzione del 2019 anche se la resa agronomica generale del 2020, pari a 6,72 tonnellate per ettaro, è stata inferiore a quella del 2019 (6,84). La disponibilità vendibile di riso lavorato, pari a 924.858 tonnellate, è risultata in aumento dello 0,8% rispetto al livello della campagna precedente (917.529). I produttori hanno trasferito all'industria di trasformazione e ai commercianti 1.491.105 tonnellate di risone, corrispondente al 97% della disponibilità vendibile: rispetto alla precedente campagna i trasferimenti sono risultati inferiori di 18.812 tonnellate (- 1,25%)». Interessante il cenno alle malattie del riso e agli eventi atmosferici, che hanno coinvolto in particolare Lomellina e Pavese. Dal punto di vista agronomico anche l'annata 2021 è stata influenzata dal sempre più difficile controllo delle infestanti, in particolare graminacee (riso crodo e giavone), che «in alcune circostanze hanno portato a perdite di produzione anche rilevanti». Dal punto di vista patologico il brusone, soprattutto in Lomellina, ha colpito tardivamente (dalla prima decade di agosto) le varietà più sensibili portando a rese inferiori a quelle della campagna precedente. La grandine ha colpito a Pavia, Milano e Vercelli, ma con estensioni molto limitate. Proseguendo nella relazione, i trasferimenti finali della campagna 2020-2021 sono stati inferiori a quelli rilevati nel 2019-2020, ma superiori a quelli del 2018-2019. La percentuale di collocamento della produzione si è attestata a un livello superiore (97%) rispetto a quelle registrate nelle due campagne precedenti (rispettivamente 96% e 93%). Prezzi all'origine: la campagna 2020-2021 si è aperta con le quotazioni di riferimento dei risoni contenute in una forbice compresa tra 28 e 37 euro al quintale. Fa eccezione il gruppo Arborio, la cui quotazione è risultata pari a 38 euro: il confronto fra la quotazione tra la campagna appena conclusasi e quella precedente evidenzia valori superiori da ottobre a marzo e inferiori nel prosieguo della campagna. Infine, nella campagna 2020-2021 le esportazioni dall'Italia verso i Paesi terzi si sono collocate a 155.622 tonnellate, in aumento di 38.690 rispetto al 2019-2020. Nello specifico, per le esportazioni verso i Paesi europei extra Ue, pari a 73.854 tonnellate, si evidenzia un incremento di 34.532 tonnellate (+ 87,8%) dovuto principalmente alla Brexit, che ha fatto diventare il Regno Unito un Paese terzo. Da segnalare che, con 37.399 tonnellate importate, il Regno Unito risulta tuttora essere il principale partner commerciale dell'Italia . --Umberto De Agostino