Parte la corsa ai nuovi ristori
Luca Monticelli /RomaAiuti alle imprese e cassa integrazione Covid per altre 13 settimane. Sono i piatti principali nel menu del nuovo Decreto Ristori, a cui sta lavorando il governo in vista del Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. I sostegni ai settori più colpiti dalle chiusure invernali, come turismo e discoteche, saranno «immediati», spiegano fonti del Mef e il provvedimento allo studio si aggira sui due miliardi di euro. Un decreto light perché, spiegano da via XX settembre, l'esecutivo ha deciso di procedere senza chiedere al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio. Fino a qualche giorno fa, il ministero dell'Economia era orientato a utilizzare nel 2022 un extra deficit di almeno 10 miliardi, che sarebbe potuto aumentare fino a 15-20 miliardi per aiutare imprese e lavoratori alle prese con la recrudescenza della pandemia. Le proposte sul tavolo sono già tante e messe insieme costituiscono una sorta di mini manovra, però Palazzo Chigi ha deciso di rimandare le decisioni sulla finanza pubblica dopo la partita del Quirinale. Un nodo che potrebbe sciogliere un altro governo qualora Mario Draghi fosse eletto presidente della Repubblica. Il rinvio dello scostamento di bilancio infiamma il dibattito all'interno della maggioranza. «Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: serve un nuovo scostamento per ristorare categorie e settori più colpiti dalle nuove restrizioni anti contagio, a cominciare dal turismo. Per il Movimento 5 stelle è indispensabile una proroga di 13 settimane della Cig Covid, il governo agisca rapidamente», sottolinea l'ex ministra pentastellata Nunzia Catalfo. Sulla stessa linea la Lega, in pressing per trovare altre risorse (l'esecutivo ha già speso 9 miliardi) per sterilizzare gli aumenti delle bollette di luce e gas. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha inviato una lettera ai colleghi del Lavoro e dell'Economia, Andrea Orlando e Daniele Franco, in cui ricorda che gli operatori turistici «continuano a soffrire più degli altri settori le restrizioni alla libertà di circolazione e le misure sanitarie imposte dalle autorità. Gli ammortizzatori sociali fino ad oggi riconosciuti sono stati tutti utilizzati - spiega - e le imprese versano ancora in situazione di grave criticità economica». Secondo Garavaglia è necessario «un ulteriore sostegno che consenta loro di resistere a questa nuova ondata epidemiologica, mantenendo, per quanto possibile, sostenibili livelli occupazionali». Dai dati in possesso del ministero dei Turismo, gli interventi prioritari riguardano le agenzie di viaggio e i tour operator, le strutture ricettive, le discoteche, gli stabilimenti balneari e termali. Un comparto che conta complessivamente quasi 180 mila dipendenti a tempo indeterminato. Garavaglia chiede a Orlando e Franco la possibilità di rinnovare «l'integrazione salariale per 13 settimane». Confesercenti Emilia-Romagna parla di «lockdown strisciante» per bar, ristoranti e alberghi: «Nel periodo delle festività abbiamo visto un crollo dei guadagni dal 50 al 70%». A sinistra è durissimo, Stefano Fassina, Leu: «Non si può far finta di ignorare che gli stanziamenti per contrastare l'aumento delle bollette per imprese e famiglie sono largamente insufficienti: va fatto un ulteriore scostamento di almeno una decina di miliardi». Sembra complicato il rifinanziamento del fondo per pagare la quarantena come malattia. Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, chiarisce: «Il governo sta spingendo verso il vaccino, sarebbe una contraddizione avere qualche milione di persone non vaccinate in quarantena e pagate dallo Stato». Proprio sulla quarantena, è intervenuta mercoledì in Consiglio dei ministri la delegazione del Pd, concordando una valutazione dei costi della misura. Cgil, Cisl e Uil auspicano tutele estese a tutti i lavoratori, non solo per i fragili. Intanto, è allarme anche nel settore dei trasporti: i costi sono sempre più alti, ma ci sono sempre meno viaggiatori. Con una lettera inviata al Tesoro e al ministero delle Infrastrutture, Italo e dieci aziende di trasporto su gomma, tra cui Itabus e Flixbus, si aggiungono alla lista delle categorie che chiedono aiuto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA