De Luca rinvia il rientro in classe Il governo impugna l'ordinanza
RomaA due giorni dal rientro in classe di gran parte degli studenti sembra di essere tornati indietro di un anno, con uno scontro tra governo e regioni e la didattica a distanza che riconquista un ruolo da protagonista. Dopo la richiesta delle regioni e la rivolta dei presidi, ieri sono stati i sindaci a opporsi al ritorno alle lezioni in presenza. Se il governo fa sapere di non aver cambiato idea e che l''indirizzo resta una «scuola in presenza e in sicurezza» - come conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza - in tutta Italia, da nord a sud, decine di sindaci hanno deciso il rinvio con apposite ordinanze giustificate dalla situazione epidemiologica in atto. Nel frattempo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha mantenuto la sua promessa, il rinvio del ritorno in presenza. «In questa condizione io credo che sia irresponsabile aprire le scuole il 10 gennaio. Per quello che ci riguarda credo che non apriremo le scuole medie ed elementari», ha avvertito durante la sua tradizionale diretta Facebook del venerdì. Il rinvio, secondo il governatore, dovrebbe durare almeno «fino alla fine di gennaio». Una decisione che il presidente del Consiglio Mario Draghi non intende accettare. Qualora De Luca dovesse emanare un'ordinanza regionale fonti di governo sottolineano che palazzo Chigi sarebbe pronto a impugnarla. Per farlo - viene spiegato - sarebbe necessario un passaggio in Consiglio dei ministri. L'aumento quotidiano dei contagi sta rendendo più forte e numeroso il partito della Dad. Dai medici, agli operatori della scuola in tanti esprimono le loro perplessità sul rientro in presenza. Il governo per il momento tira avanti. Oggi presenterà ai sindacati le nuove regole per la gestione dei casi di positività varate tre giorni fa. --FLA. AMA.© RIPRODUZIONE RISERVATA