«Garlasco saprà reagire» Di Noia esclude contraccolpi

GARLASCOL'ufficializzazione del ritorno di Vittorio Bertini sulla panchina del Volley 2001 Garlasco, dopo la separazione tra il club lomellino e coach Marco Maranesi consumatasi inaspettatamente a cavallo di Capodanno, dovrebbe ormai essere una formalità da espletare nelle prossime ore. Nel frattempo, fa il punto della situazione il ds della sezione maschile della società garlaschese, Savino Di Noia, tornato a giocare da alcune settimane nel ruolo di regista titolare del team di A3 che aveva guidato alla promozione lo scorso giugno prima dell'iniziale decisione di addio al campo. «Maranesi è arrivato al Volley 2001 Garlasco quattro anni fa con me e, oltre ai risultati sportivi che sono sotto gli occhi di tutti, ha portato metodo e mentalità che hanno portato il club, in una dimensione professionale e professionistica - sottolinea Di Noia -Moltissimi giocatori sono migliorati sotto la sua gestione, alcuni sino a fare il salto di qualità, meritandosi di giocare in A3 e di poterci stare bene». Che il ciclo di Maranesi sia stato luminoso è stato sempre evidente e questo sembra stridere con l'inattesa, anticipata conclusione a metà stagione del rapporto con il club. «Non ci sono state divergenze di opinione sul piano tecnico, le scelte sono sempre state condivise. Le differenze di visione pian piano si sono concretizzate dal punto di vista organizzativo societario e, di fronte a certe scelte che non ha condiviso, Marco ne ha fatto quasi una questione di principio - osserva Di Noia - Credo, conoscendolo, che inconsciamente sia subentrato anche un calo di stimoli, normale dopo un ciclo lungo e vincente e tutto questo, a mio avviso, ha portato a questo epilogo che spiace anche perché penso che a tutti sarebbe piaciuto arrivare insieme sino a fino stagione per poi eventualmente prendere strade diverse».Domenica, però, arriva già la ripresa del campionato e la prima di ritorno al PalaRavizza sarà molto difficile, contro Grottazzolina, terza forza del girone. Cosa attendersi dal punto di vista delle reazioni dello spogliatoio? «Normalmente dopo un cambio c'è sempre una reazione positiva e da parte di tutti la voglia di mettersi in evidenza e fare qualcosa in più - risponde il ds -. L'allenatore, poi, che arriverà (quasi certamente Bertini) è di spessore e carisma non inferiore a quello di Maranesi. Sono fiducioso». Si tratta, quindi, di riprendere la corsa salvezza ripartendo dal nono posto attuale: «Non sono convinto che basterà replicare i 16 punti conquistati all'andata per centrare la salvezza diretta, di certo sarà importante sfruttare al massimo il calendario che, nel ritorno, ci propone tre scontri diretti (Torino, Savigliano e Brugherio) in casa su 4». Da ds, Di Noia non ha percorso piste straniere come hanno fatto altri club di A3: «Per scelta ho lasciato libero lo slot dello straniero che occupa di solito il ruolo di attaccante di banda o di opposto, perché l'avremmo riempito solo in caso di necessità. Di principio, però, preferisco dare spazio agli italiani, ce ne sono molti che hanno qualità e, per quanto ci riguarda, Magalini e Puliti si confermano tra i migliori giocatori di questa categoria». --Fabio Babetto