Tragedia del Mottarone controlli inefficienti nell'inchiesta di Report
paviaConflitti di interesse e incredibili carenze nei controlli. Questi gli elementi che sarebbero alla base della tragedia del Mottarone secondo la puntata del programma Report andato in onda su Rai Tre. L'inviato di Sigfrido Ranucci ha approfondito molti dei filoni che riguardano il crollo della cabina numero 3 della funivia sulla quale viaggiava anche Eitan Biran, unico sopravvissuto a fronte di 14 vittime. Uno degli aspetti evidenziati riguarda l'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) del Piemonte, che dispone di tre funzionari per il controllo di 200 impianti di risalita in tutta la Regione. Altro argomento portato all'attenzione dal programma è il presunto conflitto di interessi del direttore di esercizio della funivia, Enrico Perocchio, che era al tempo stesso dipendente della società Leitner, alla quale toccava la manutenzione dell'impianto. L'inviato di Rai Tre ha anche intervistato alcuni ex dipendenti delle funivie del Mottarone che hanno documentato come, a fronte di loro segnalazioni sui disservizi dell'impianto, venissero addirittura minacciati di licenziamento dal gestore. Intanto ieri il Tribunale del Riesame di Milano ha rigettato il ricorso contro l'ordinanza di custodia in carcere del Gip di Pavia presentato dai legali di Gabriel Alon Abutbul, soldato di un'agenzia di contractor statunitense che avrebbe aiutato Shmuel Peleg, nonno di Eitan, a rapire il nipote. Gli avvocati Cataldo Intrieri e Adolfo Scalfati nel chiedere ai giudici la revoca del provvedimento avevano sostenuto, tra l'altro, che è venuto a cadere il pericolo di reiterazione del reato «perché il bimbo è tornato in Italia» e la mancanza di un piano preordinato per un rapimento. Gli avvocati Intrieri e Scalfati, che in tarda mattinata hanno ricevuto il provvedimento di rigetto e, quindi, di conferma dell'ordinanza, attendono di leggere le motivazioni, (il deposito è previsto tra una quindicina di giorni) per valutare se impugnare o meno. Abutbul, 50enne cittadino israeliano, il 25 novembre a Cipro, dove risiede, era stato bloccato e poi scarcerato ma con obbligo di firma in seguito a un mandato d'arresto europeo nell'inchiesta della Procura di Pavia. Per il prossimo 7 gennaio, a Cipro, è fissata un'altra udienza per l'eventuale estradizione. La tutela di Eitan, che continuerà a vivere con la zia Aya Biran, è stata intanto affidata a un tutore esterno, un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine. --