La storia del pane e la cultura contadina nel libro fotografico "Mulini di Lomellina"

la tradizione«Nelle stupende fotografie rivivono non solo i mulini, ma anche il mondo che li circondava. Le vicende umane a essi legate tornano magicamente in vita, ritrovano colore e storia, si rivitalizzano. Sembra ancora di vedere arrivare al mulino il contadino con i sacchi di granaglie da macinare, con le sue storie da raccontare, con la sua faccia asciugata dal sole e la schiena ricurva. Pagetti ha lasciato ai mulini il proprio linguaggio, li ha lasciati parlare». Così la studiosa medese Emilia Mangiarotti introduce la seconda edizione del libro "Mulini di Lomellina. Ruote sull'acqua: piccoli e grandi gioielli della cultura contadina", firmato dal fotoamatore mortarese Luigi Pagetti e pubblicato da Lomellilbro di Zeme. «La prima edizione - spiega Pagetti - risaliva ormai a una decina d'anni fa e così ho pensato di rivedere e ampliare questo libro fotografico, corredato di mappe e informazioni storiche sui mulini presenti in Lomellina. Credo che queste ruote sull'acqua siano espressioni di tradizioni da trasmettere per non dimenticare una parte del nostro passato. Fra le tante cose che il progresso ha cambiato attraverso gli anni ci sono i mulini ad acqua, cioè quelli che prima dell'avvento dei motori e della corrente elettrica macinavano grano e granaglie, costituendo uno strumento fondamentale per la vita agricola e contadina, e anche cittadina, e segnando il territorio accanto ai corsi d'acqua con costruzioni che diventavano punti di riferimenti fondamentali almeno quanto le chiese, le pievi e i castelli». Pagetti ha girato ogni angolo della Lomellina e per ogni mulino ha pubblicato alcune parole a metà fra la didascalia e il testo esplicativo. Per esempio, nelle campagne di Ferrera Erbognone si trova cascina Bosatra, detta anche cascinetta di Confaloniera, dove il mulino era azionato dalle acque del cavo Abbondanza. Da circa mezzo secolo la proprietà è della famiglia Cicogna Mozzoni, che gestisce anche la limitrofa cascina Confaloniera. La naturale presenza di acqua nella pianura lomellina è stata organizzata, gestita e incrementata dall'attività irrigua che, nei secoli, ha costruito un complesso intreccio di rogge e canali. Le rogge e i canali non solo hanno mantenuto un ruolo fondamentale nel rendere produttive le campagne con le loro acque, ma hanno anche svolto altre importanti funzioni. «Ripercorrere la strada dei mulini, come ha fatto Luigi Pagetti, attraverso la fotografia - scrive Mangiarotti nella prefazione - significa scoprire un mondo dove l'acqua era praticamente l'unica forza motrice per le varie attività produttive, dove il mugnaio trascorreva la sua vita, per il mulino e con il mulino, senza mai muoversi dalla sua macina, ma conosceva e frequentava tutto il mondo della campagna e dei paesi dei dintorni, che arrivava lì con il suo carico di grano e di granaglie. Numerose anche le rogge dette molinare, le cui acque, dopo aver azionato il mulino, erano utilizzate per l'irrigazione a valle». -- Umberto De Agostino