Prenotazioni bloccate e carenza di medici in Piemonte la campagna procede a rilento
il casoIrene Famà / TORINO«La prima dose è stata questione di minuti. Qui sono due ore che aspetto». Lo sfogo di Giorgio, 36 anni, che allarga le braccia in fila la mattina di Santo Stefano in un hub vaccinale a Torino Nord riassume il «caso Piemonte», un sistema che ha funzionato senza gravi intoppi, ma che ora, con le nuove regole, deve per forza essere rivoluzionato. Ad iniziare dalla mancanza di personale. Che è sempre lo stesso, visto che concorsi e graduatorie vanno deserti. E così chi vaccina non fa i tamponi, chi fa i tamponi non può contribuire a smaltire le liste d'attesa e chi contribuisce a smaltire le liste d'attesa non può garantire i turni nei reparti. Il personale è sempre lo stesso, quello che dovrebbe anche occuparsi degli interventi in ospedale. Con oltre 1,3 milioni di vaccini da fare in Piemonte entro fine gennaio.È questione di numeri e i conti sono semplici. C'è chi deve ancora fare la prima dose e ci sono i circa 200 mila appuntamenti per chi deve ricevere il richiamo della seconda. E ancora. Settecentomila convocazioni già programmate per le terze dosi e circa 375 mila da riprogrammare. Perché? Bisogna essere in linea con la nuova scadenza del Green Pass a 6 mesi decisa dal Governo a partire dal 1° febbraio. La Regione fa leva sulla possibilità di pagare le prestazioni aggiuntive per chi vaccina fuori orario. Un esempio? Un infermiere che terminato il turno di lavoro sia disponibile ad andare a vaccinare da qualche altra parte. Si cerca così, riunioni dopo riunioni, di aggiornare il piano organizzativo per fare fronte alle criticità nate in quest'ultimo periodo con le nuove disposizioni. E si attende il confronto con il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, oggi in visita in Piemonte. Si inizia da Cuneo alle 9.45, dall'hub vaccinale della Caserma Vian, presso il 2° Reggimento Alpini. Poi si prosegue a Torino. La prima tappa, alle 12, all'hub vaccinale per bambini della Fondazione Compagnia di San Paolo. Poi alle 13 in quello del Sermig, all'Arsenale della Pace. Con lui il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, i vertici dell'Unità di crisi della Regione e dell'Asl Città di Torino. --© RIPRODUZIONE RISERVATA