I soci dissidenti premono «Subito un'assemblea»

BRONI L'avviso di chiusura indagini arriva in un momento particolarmente delicato per la cantina Terre d'Oltrepo alle prese con una mozione di sfiducia, presentata da 244 soci, nei confronti dell'attuale dirigenza della cantina oltrepadana. La discussione della sfiducia avverrà nel corso dell'assemblea in presenza che il Cda ha convocato per venerdì 21 gennaio. La dirigenza della Cantina si è resa disponibile a fornire ai soci tutti i chiarimenti necessari riguardo alle scelte effettuate, che hanno creato scontento tra i soci, in particolare per quanto riguarda la remunerazione delle uve dell'ultima vendemmia. «Vogliamo fare chiarezza sulla bontà delle politiche che abbiamo adottato fino ad oggi, nel pieno rispetto dei soci, dei nostri fornitori e dei nostri clienti, per il bene della cantina» ha spiegato il Cda. Intanto, i soci firmatari della petizione si stanno organizzando per il dibattito e ieri hanno diffuso una "lettera di Natale" per ribadire la loro posizione. «Questa situazione ci ha portati ad un livello non più sostenibile nella conduzione delle nostre aziende ed oggi anche il nostro lavoro non è più dignitoso - scrivono i soci, chiedendo un passo indietro dei vertici -. Un mese fa ci è stato dato il saldo della vendemmia 2020, ed è stata un'amara sorpresa, senza essere stati avvisati ci sono stati riconosciuti prezzi delle uve a dir poco da fame. Per cui quest'anno per tutte le nostre 650 famiglie sarà un Natale molto stretto e dovremo fare delle scelte economiche straordinarie poiché non abbiamo nemmeno i soldi per finire di pagare i conti del 2021 e già si appresta la campagna 2022 con i prezzi delle materie prime in forte rialzo». --O.M.