Il possibile conflitto con i genitori «Sopra i 10 anni giusto ascoltarli»

il casoFlavia Amabile / ROMAL'apertura della campagna di vaccinazioni anche ai bambini di età tra i 5 e gli 11 anni diventerà presto un nuovo motivo di conflitto all'interno della coppia e, in molti casi, anche tra genitori e figli. È capitato con i minori tra i 12 e i 17 anni e in diversi casi i giudici sono intervenuti. Rischia di accadere ancora più spesso con i più piccoli. «Ci risultano numerosi casi di minori che pur volendo vaccinarsi sono impossibilitati a farlo perché i genitori sono contrari. La maggioranza di loro non ne parla, perché si vergogna a raccontarlo pubblicamente e molti di loro pur essendo favorevoli alla vaccinazione si ritrovano privati di diritti e possibilità», ha ricordato Luca Ianniello, coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi. Ma se, tra gli adolescenti, chi ha il coraggio di combattere la propria battaglia contro un genitore riesce a imporre la propria volontà, che cosa accadrà ora che le vaccinazioni saranno estese anche ai più piccoli?La decisione sulle scelte relative alla salute dei minorenni spetta ai genitori, ma, come ha previsto la legge 219 del 2017, l'autodeterminazione del soggetto rispetto alle sue scelte relative alla salute è un diritto garantito a tutti, anche ai minorenni, senza limite d'età. Esistono però da un punto di vista giuridico alcune differenze di età che vanno tenute in considerazione, come spiega Raffaella Carugno, avvocata, specializzata in diritto di famiglia. «Se il minore ha più di 10 anni e capacità di discernimento può essere sentito dal giudice e la sua volontà può essere ascoltata. Per chi ha meno di 10 anni invece la situazione si complica e si può arrivare anche a una decisione da parte del giudice tutelare e alla nomina di un curatore speciale se ci sono dei casi particolari». Se, quindi, gli adolescenti hanno una tutela giuridica diversa chi ha meno di 10 anni ricade nella sfera giuridica dei genitori in modo quasi totale. E nei loro conflitti.«Noi crediamo che le scelte sanitarie vengano sempre pienamente condivise con i genitori. Crediamo nel loro ruolo nella scelta sanitaria, che sia fondamentale la relazione mamma-figlio papà-figlio. La maggiore età per la libera scelta si acquisisce a 18 anni», afferma all'AdnKronos Antonio Affinita, direttore generale del Moige, una delle associazioni che rappresentano i genitori. «Noi siamo molto, molto perplessi da quanto contenuto nella legge che sottrae ai genitori il loro naturale diritto di tutela. Riteniamo di essere i primi responsabili. Queste sono inaccettabili sottrazioni alla responsabilità genitoriale. Ci chiediamo come un bambino di 5 anni ma anche un adolescente possano richiedere un trattamento sanitario». --© RIPRODUZIONE RISERVATA