Senza Titolo

il casoStefano Scacchi / milanoL'ultimo contatto diretto è stato al Santiago Bernabeu di Madrid il 22 maggio 2010, quando una macchina mandata da Florentino Perez lo prelevò direttamente allo stadio con una fretta esagerata: il presidente del Real Madrid doveva mettere subito sotto contratto il nuovo allenatore, che aveva appena restituito all'Inter una Coppa dei Campioni attesa per quarantacinque anni ed era stato immobilizzato da un abbraccio infinito con l'inconsolabile Marco Materazzi. Da allora, tra l'Inter e Josè Mourinho, è stato un lungo scambio di messaggi affettuosi, ma sempre a debita distanza. Il profeta del Triplete riappare oggi all'Olimpico per la prima volta da avversario contro la squadra dove ha costruito la pagina più esaltante della carriera. Lo fa da allenatore della Roma che, nel biennio nerazzurro del portoghese, è stata la principale avversaria nella corsa scudetto. Da allora è cambiato tutto: Massimo Moratti e la famiglia Sensi hanno ceduto a proprietà straniere. L'unico avamposto rimasto nell'Inter attuale è Javier Zanetti che prosegue da vicepresidente l'avventura culminata con la Coppa Campioni alzata al cielo di Madrid con gli occhi fiammeggianti di felicità. L'ex capitano nerazzurro si sente spesso con Mourinho. Il portoghese scrive regolarmente nella chat dei vincitori del Triplete. Negli ultimi giorni, però, i contatti si sono diradati. Mourinho viene descritto come molto emozionato per questo incrocio. Il peso del ricordo è talmente forte da aver spinto lo Special One ad annullare la conferenza stampa della vigilia proprio per non sovrapporre il passato a un presente complesso dopo la sconfitta di Bologna, la sesta in campionato per i giallorossi. Anche l'Inter ha preferito limitare le celebrazioni per evitare un eccesso di amarcord. Simone Inzaghi ha maneggiato l'argomento con stile: «Sarà un piacere incontrare Mourinho. Non l'ho mai affrontato e conosciuto. Per lui sarà una sfida speciale. Dovremo fare una partita di grande». A metà ottobre è stato Inzaghi il grande protagonista di un ritorno all'Olimpico, quando ha ritrovato da avversario la sua Lazio dopo 20 anni in biancoceleste, rimediando la prima e finora unica sconfitta in questo campionato. Il tempo trascorso da Mourinho all'Inter è pari a un decimo di quello vissuto da Inzaghi a Roma. Ma non può essere delimitato nel tempo perché il trionfo in Champions League ha interrotto un'attesa di generazioni di tifosi interisti. In fondo anche Mourinho è rimasto fermo a quel successo. Dopo aver lasciato l'Inter, a livello internazionale ha vinto solo un'Europa League con il Manchester United. Non ha lasciato tracce indelebili al Real Madrid. Al Chelsea ha rivinto la Premier League, ma non ha entusiasmato. Il suo addio all'Inter nella notte del Bernabeu è stato così rapido da risultare inopportuno. Ma allo stesso tempo ha cristallizzato un legame fortissimo. Oggi, undici anni dopo, arriverà il momento del primo sguardo negli occhi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA