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Barbianello«Con le finestre aperte l'unico odore che si sente è quello di quei bei fanghi, tanto buoni e sani». Puntualmente ogni anno, nel periodo estivo, sulla pagina facebook "Sei di Barbianello se..." compaiono post come questo di residenti che si lamentano degli odori nauseabondi che sono costretti a sopportare nei giorni di spandimento dei fanghi nei campi. L'ultima di queste lamentele nel luglio scorso. Insomma, il problema dei fanghi, al centro dell'inchiesta per inquinamento ambientale, che ha portato agli arresti domiciliari anche il sindaco del paese, Giorgio Falbo, non è certo una novità per Barbianello. ciclone in paeseIeri pomeriggio, nel paesino di poco meno di 900 abitanti nella bassa, i cittadini cercavano di tornare alla normalità dopo il ciclone che ha travolto la comunità: chi era in fila per entrare in farmacia e chi nell'ambulatorio medico, ma nessuno ha voglia di commentare quello che è accaduto. Anche al bar i titolari preferiscono non dire nulla. Ma, tra le righe, si capisce che la questione dei fanghi è molto sentita. Come conferma Pierfranco Giannoni, candidato sindaco per la lista "Barbianello Vive", sconfitto da Falbo alle comunali del 2019 e da allora capogruppo della minoranza consiliare: «Il problema dello spandimento dei fanghi è molto sentito in paese e ci sono state parecchie segnalazioni dei cittadini per gli odori, soprattutto nel periodo estivo - afferma Giannoni -. Oltre ai camion che transitavano in paese carichi di quel materiale, gli odori venivano sprigionati anche durante il lavaggio dei mezzi al termine delle operazioni. Finora, però, nonostante le lamentele, non è mai stato fatto nulla». Giannoni non entra nel merito del coinvolgimento del primo cittadino, ma ora la minoranza aspetta di capire se Falbo rimarrà in carica o deciderà di autosospendersi: «I rapporti tra minoranza e amministrazione sono pessimi - aggiunge -. Attendiamo ancora qualche giorno poi decideremo che posizione prendere». Ma il problema delle puzze non riguardava solo i residenti, perché anche i Comuni limitrofi hanno dovuto fare i conti con le lamentele dei concittadini per spandimenti che non avvenivano sul loro territorio. «Tante segnalazioni»«Tutte le volte che i miei concittadini hanno segnalato odori insopportabili a causa dei fanghi, prima di tutto mi sono assicurato che il problema non fosse generato da spandimenti su terreni del mio Comune - spiega il sindaco di Bressana Giorgio Fasani -. Poi mi sono attivato con gli organismi preposti, Arpa e Ats, per chiedere delle verifiche approfondite e, soprattutto, capire che tipo di sostanze venivano sparse nel terreno e se era corretto quello che veniva fatto. Questo è quello che può fare attualmente un Comune in Lombardia visto che una regolamentazione vera e propria non esiste». E sulla vicenda giudiziaria Fasani si limita a dire: «Mi auguro che l'amico e collega Falbo ne esca pulito». Intanto, dal municipio di Barbianello le uniche dichiarazioni sono quelle del vicesindaco Andrea Carini, che ieri mattina si è confrontato a lungo con i collaboratori e con il segretario generale e, per il momento, sostituirà Falbo nelle funzioni di sindaco: «Si tratta di una vicenda privata - si limita a precisare -. L'amministrazione è estranea ai fatti contestati». --Oliviero Maggi