Bilanci truccati S. Matteo La parola alla difesa degli ex amministratori
Donatella Zorzetto / PAVIATornano in aula oggi i dieci ex amministratori del San Matteo, a processo sui presunti bilanci truccati. Sarà la volta dei legali dei 10 imputati, che esporranno le loro tesi difensive. L'udienza segue quella di mercoledì scorso in cui il pubblico ministero, Valeria Biscottini, ha formulato le proprie conclusioni, chiedendo sette condanne per oltre 13 anni complessivi di carcere e tre assoluzioni. Ex vertici del policlinico di Pavia e dirigenti sono finiti a giudizio per accuse che vanno dal falso all'abuso d'ufficio e alla truffa, in relazione al buco da 31,6 milioni di euro nelle casse dell'ospedale (ma il processo ha riguardato una cifra più bassa, di 4,4 milioni, perché alcuni episodi sono risultati prescritti), generato attraverso la "sparizione" di alcune voci di costo. In sostanza, i bilanci dei San Matteo apparivano in pareggio senza esserlo. Le condanne più alte (due anni di reclusione) sono state chieste dal pm per Armando Santi, ex dirigente della struttura complessa Economico finanziaria dell'ospedale, e per cinque ex componenti del collegio sindacale del San Matteo. L'assoluzione, invece, è stata chiesta per l'ex direttore generale Angelo Cordone e l'ex direttore amministrativo Marco Passaretta, oltre che per la funzionaria Olivia Piccinini (avvocato Marco Casali).Il processo è nato da una segnalazione alla Corte dei Conti nel 2014. Quell'anno l'allora direttore generale Angelo Cordone inviò un alert in Regione sulla situazione economico finanziaria della Fondazione San Matteo per gli anni pregressi. Da alcuni accertamenti erano emersi, infatti, voci di costo sottostimate nei bilanci di esercizio. Nel 2015 fu incaricata la società di revisione Kpmg di fare una ricognizione straordinaria della situazione: emersero passività non registrate per 46 milioni di euro. Nel 2016, su queste perdite non registrate e sulle eventuali responsabilità dei manager, scatto l'indagine della procura di Pavia, che prese in esame i bilanci dal 2009 al 2012: in questo periodo si registrò un "buco" di 31,6 milioni di euro. --