I sindaci di Pavia e Travacò «È una notizia bellissima»
PAVIA«Questa è la notizia più bella della giornata, sono contentissimo». Il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi, non nasconde la sua gioia nell'apprendere la decisione della corte suprema israeliana che ha disposto il rientro, a Pavia, di Eitan, unico sopravvissuto al disastro della funivia del Mottarone. «Mi auguro che ora si possa finalmente chiudere una vicenda pesantissima, innanzi tutto per il bimbo, ma anche per la zia e lo zio. Io ho fatto tutto il possibile perché Eitan potesse tornare a Pavia, mi sono anche rivolto alla segreteria del presidente del consiglio Draghi. Ho fatto quanto potevo per fare tornare Eitan nella sua città, Eitan vittima non solo di quell'incidente spaventoso che ha distrutto la sua famiglia, ma anche di quell'atto sconsiderato che è stato il rapimento, l'11 settembre, da parte del nonno. Per questo motivo, ci tengo a sottolinearlo, Eitan, una volta tornato a casa, dovrà essere lasciato in pace, in modo che possa recuperare un minimo di serenità. Deve essere lasciato alle cure, all'affetto di chi gli vuole bene, a cominciare dalla zia Aya, che ho avuto modo, in questi mesi dolorosissimi e difficilissimi, di conoscere. È una persona fantastica, la zia, che ha dato tutto a questo bambino». Conclude il primo cittadino di Pavia: «Spero di poter abbracciare al più presto, anche virtualmente, Eitan e i suoi cari: la vita di Eitan è qui, è alle Canossiane dove è fondamentale che possa ricominciare a frequentare la classe prima. Ha già perso anche troppi giorni di scuola, che comunque sono convinto potrà recuperare grazie all'affetto dei suoi compagni e alla professionalità delle maestre. In futuro Eitan dovrà fare i conti pure con quello che io non esito a definire un rapimento, una sofferenza che non doveva aggiungersi a quelle già esistenti. Ora la sua vita è qui, a Pavia, poi da grande, quando sarà in grado di farlo, deciderà se continuare a vivere in Italia o tornare in Israele». La sindaca di Travacò Siccomario, dove la famiglia della zia Aya risiede: «Eitan è un piccolo che ha vissuto una tragedia grandissima - dice Domizia Clensi -, per questa ragione tutti dovranno garantire la sua privacy. Noi come Comune, la zia Aya lo sa, siamo a disposizione al cento per cento. Ma cercheremo appunto di essere massimamente rispettosi della privacy di Eitan e della sua famiglia, come peraltro ci è stato chiesto espressamente in passato». --p.a.v.