Giallo sulle chiamate dopo il colpo di pistola
VOGHERALa ricostruzione delle telefonate partite dal cellulare di Massimo Adriatici (nella foto) la sera del 20 luglio è stata in parte già compiuta dai primi accertamenti, eseguiti la sera stessa dei fatti. Dalla relazione dell'assistente capo del commissariato di Voghera risulta che la prima chiamata che fa Adriatici per chiedere l'intervento delle forze dell'ordine è alle 22.10 (compone prima il 113 ma poi mette giù). Tre minuti dopo lo stesso Adriatici richiama il commissariato per informare che Youns El Boussettaoui si sta allontanando dal locale ma subito dopo precisa che in realtà l'uomo si è fermato nel piazzale del bar. In quel frangente l'ispettore sente rumori di colluttazione e il tonfo del telefono che cade per terra. Partono una serie di chiamate dal commissariato verso il telefono di Adriatici, che restano senza risposta. Solo qualche minuto dopo l'ex assessore richiama chiedendo una ambulanza. Prima dello sparo e dell'intervento delle forze dell'ordine Adriatici fa altre chiamate, tra cui quella delle 21.57 all'amico ed ex ispettore di polizia Fabrizio Scabini, a cui l'ex assessore telefona mentre è in via Emilia. Poco dopo intercetta Youns El Boussettaoui e torna indietro, mantenendo la conversazione aperta. Dopo lo sparo c'è una nuova chiamata al commissariato di Voghera e una in entrata da numero sconosciuto alle 22.18. Adriatici, però, nell'interrogatorio parla di altre due telefonate, fatte successivamente e «prima di mettermi a disposizione delle autorità competenti», una a una collega e l'altra ancora a Scabini. --M. Fio.